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Sud-Est Asiatico | Il fanta-tour definitivo...!

20 settembre 2025 | | | |

E' ovvio che quando si viaggia e' meglio scegliere una zona circoscritta e concentrarsi su quella, per evitare lunghi spostamenti e, soprattutto, finire con un potpourri di destinazioni che poco hanno a che fare l'una con l'altra.

Se invece dovessi provare a immaginare un viaggio che raccolga il meglio del meglio del Sud-Est asiatico, per una volta senza porsi limiti di costo o di tempo, per me sarebbe cosi', con citta' e rispettivi hotel, parte integrante in molti casi della storia del posto. Chiaramente ci sono tante altre destinazioni intermedie che meritano, sicuramente anche tante localita' di mare (che pero' a noi non si addicono molto e quindi ignoriamo, molto spesso a torto ma tant'e'). Questo pero' vuole essere un viaggio appunto fantastico, da prendere come ispirazione, come aspirazione o, perche' no, alla lettera.

Tappa n. 1 - Vietnam - Hanoi

Partenza da Hanoi, capitale politica del Vietnam. Cosa vedere e cosa mangiare lo trovate qui. Dove dormire invece e' facile: Sofitel Legend Metropole Hanoi. Hotel storico per eccellenza, aperto nel 1901, offre servizio impeccabile e camere d'epoca (oltre a un'ala piu' recente). Joan Baez scrisse qui, durante un bombardamento americano, Blowing in the Wind (il bunker e' ancora visitabile).







Tappa n. 2 - Vietnam - Ho Chi Minh City

Si prosegue per l'altra "capitale" vietnamita, quella economica: Saigon / Ho Chi Minh City. Il suo Mekong offre occasioni di piacevoli pedalate sul suo delta, a poche ore dalla citta'. Qui cosa vedere. Qui di hotel ce ne sono due: il Continental, davanti all'Opera, e il Majestic. Il Continental e' affascinante (Graham Greene scrisse qui il suo The Quiet American) ma meno raffinato, con la sua corte centrale per le colazioni dove Terzani intervistava i suoi contatti durante la guerra. Il Majestic invece e' piu' esotico, con la terrazza sul Mekong, e anche meglio gestito.





Tappa n. 3 - Cambogia - Phnom Penh

Da Saigon la destinazione piu' logica e' Phnom Penh. La citta' e' relativamente poco interessante, ma significativa soprattutto se si vuole capire la differenza di gradi di sviluppo dei singoli paesi dell'ex-Indocina. Il Mekong scorre anche qui e la sera la passeggiata e' chiusa al traffico, cosa che in una citta' invasa dai motorini (e ora anche qualche macchina privata) e' un lusso. C'e' quell'entusiasmo da paese giovanissimo che spera sempre in meglio, un po' ingenuo ma si sa che l'entusiasmo e' contagioso. Visto che in citta' c'e' poco da vedere, vale la pena trattarsi bene e il Raffles Le Royal e' il meglio che si possa trovare in zona, probabilmente uno dei migliori hotel dell'intera penisola. Fu costruito negli anni '20 per ospitare i primi turisti che andavano a vedere Angkor Wat, quindi non resta che fare lo stesso e procedere per Siem Reap.





Tappa n. 4 - Cambogia - Angkor Wat

Siem Reap e' una tappa imperdibile di qualsiasi viaggio nel Sud-Est asiatico. E' affascinante come solo Angkor Wat sa esserlo (anche se poi in realta' non e' cosi' vecchio...!) e ora come allora offre quell'effetto giungla-che-si-riprende-quello-che-l'uomo-ha-cercato-di-domare che lascia sempre esterrefatti. Qui l'hotel del nostro fantastico viaggio non puo' essere che il Raffles Grand Hotel d'Angkor.




Tappa n. 5 - Laos - Luang Prabang

Da Siem Reap si puo' prendere uno dei pochi voli per la destinazione piu' isolata del nostro giro: Luang Prabang. E', a mio dire, la localita' piu' affascinante del Sud-Est asiatico. Con i suoi templi bianchi e i suoi monaci arancioni. E' difficile da raggiungere ma forse questo e' anche la sua fortuna. Anche qui scorre lento il Mekong, immenso fil-rouge di tanti avvenimenti e luoghi del Sud-Est asiatico. Di hotel ce ne sono molti anche qui, il piu' significativo a mio dire e' Satri House, ex residenza del Principe Rosso, ma non escludo che ci siano altre strutture altrettanto valide.






Il viaggio poi potrebbe proseguire verso Bangkok (qui c'e' il Mandarin Oriental per eccellenza) e Singapore (Raffles Hotel, quello originale con il Long Bar e le noccioline) ma il costo sarebbe troppo elevato anche per un fanta-tour. Ci sarebbe poi un'ultima destinazione, la Birmania, con la (ex) capitale Yangon (e lo Strand Hotel) e soprattutto con i templi di Bagan da vedere dall'alto in mongolfiera, ma in questo caso piu' che una questione di costo sarebbe una questione politica, con la speranza che ci si possa tornare a cuor leggero prima o poi (la Birmania e' comunque accessibile ai turisti, anche se i viaggi restano sconsigliati, con molte limitazioni di spostamenti e con tutti i dubbi di un viaggio in un paese in guerra con se stesso).




(Per trovare altri hotel storici e leggerne qualche accenno, consiglio l'ottimo sito https://famoushotels.org/

Cina | Shanghai | Rinnovamento urbano allo Shanghai Expo Cultural Park (aggiornamento con serre in notturna!)

Shanghai su Google Maps appare cosi', con un'area apparentemente edificata e un parco stretto stretto che corre lungo la riva oriental dello Huangpu. In realta' questa rappresentazione non e' corretta. Questa zona ha subito cosi' tante rivoluzioni urbane che le mappe non stanno al passo...!

La zona di Houtan (lett. spiaggia posteriore) e' stata per tanto tempo un'area destinata all'industria, prima agricola, poi pesante (c'era la Baosteel per intenderci, roba pensate pesante e inquinante inquinante). I canali che prima la attraversavano vennero mano a mano chiusi tra la nascita della Repubblica Popolare Cinese (1949) e la fine del secolo, per dare spazio al glorioso sogno economico cinese. Con il cambio di secolo pero' arrivo' forse anche un cambio di mentalita' e la zona fu identificata come area su cui sarebbe sorta l'Expo del 2010 (piu' una zona piu' piccola dall'altra parte del fiume, che oggi e' il Xuhui Riverside Park, forse la parte piu' frequentata e piacevole del lungo fiume occidentale). Erano gli anni in cui si faceva concreta la candidatura della Cina alle olimpiadi (che si tennero nel 2008). La Cina voleva iniziare ad essere identificata anche per i suoi progetti di modernizzazione, almeno nei centri urbani piu' conosciuti. Vennero piano piano smantellate le fabbriche e al suo posto nacque il parco Expo che rimase aperto dal 1 maggio al 31 ottobre 2010. Nello stesso periodo venne anche rifatto il Bund (riaperto appena prima dell'Expo nel 2010): venne demolita la sopraelevata della Yan'an Road che correva fino al fiume e interrato gran parte del traffico, permettendo cosi' la costruzione di una vera e propria balconata sulla skyline di Lujiazui, che oggi e' forse la foto piu' iconica di Shanghai.

Bisognava pero' decidere cosa farne di Houtan dopo l'Expo. La prima grande opera realizzata nella zona fu il collegamento delle rive del fiume Houtan in un sistema di piste ciclabili e pedonali che, sulle due sponde, raggiungono oltre 50 km di lunghezza. Ne abbiamo parlato qui, e nel frattempo il lungo fiume e' sto completato ed e' collegato al percorso pedonale del Suzhou Creek, che di km ne conta 25.  Immagino di piani per l'effettiva area Expo ce ne fossero gia', tanti e confusi pero', visto che il parco nella sua versione definita e' stato finito solo nel 2024. Ma ne e' valsa la pena.


Il parco e' di poco meno di 1 km2 e comprende una serie di zone (la foto satellitare qui sopra e' di una fase intermedia della costruzione). Le principali sono:

  1. Expo Culture Park World Floriculture Garden: un giardino botanico
  2. Shanghai Grand Opera House, formalmente non ancora aperta
  3. Shanghai Juss International Equestrian Center, pensato per ospitare Longines Global Champions Tour
  4. Expo Culture Park Shanghai Greenhouse Garden: la star del parco, tre grandiose serre (che sicuramente sono state ispirate da quelle del Gardens By The Bay di Singapore) ospitano tre diversi ambienti: Sand Mirage, Clouds Forest e Clouds Canyon. Dall'estate 2025, le serre sono aperte anche la sera fino alle 21 (ultimo ingresso alle 20:30) e offrono uno spettacolo di luci e musica unico




        5. Shenyuan: un giardino cinese in stile Jiangnan (dal nome tradizionale della zona a sud, nan in cinese, che costeggia il fiume, jiang in cinese)


      6. Expo Culture Park: la zona di giardino che unisce tra loro quello che resta dei padiglioni dell'Expo 2010, tra cui italiano, francese, Lussemburgo, russo. I padiglioni in se' non sono particolarmente interessanti ma il parco e' piacevole
        7. Expo Culture Park Twin Mountains: l'altra star del parco, due colline artificiali (una di 48 e una di 35 m di altezza) costruite in acciaio e poi coltivate a parco. Per la cronaca, all'interno c'e' un parcheggio multipiano. Ma chi non vorrebbe un parcheggio cosi'?




L'area e' poi arricchita da altre zone verdi e in particolare da un lago centrale molto d'effetto. Il profilo occidentale e settentrionale del parco e' invece il parco di Houtan che costeggia il fiume e che e' attraversato dalla pista pedonale e ciclabile di cui abbiamo parlato sopra. La zona limitrofa sulla sinistra ospita invece un centro esposizioni e un'area adibita a uffici, prevalentemente di grandi aziende statali. Ancora piu' a sinistra c'e' il China Art Museum (ex Padiglione Cinese) e la Mercedes Benz Arena.

Il parco e' raggiungibile con la metro alla stazione Houtan. Se si vuole invece arrivare nella zona del Padiglione Cinese, la fermata della metro e' China Art Museum.

Slow Travel sul web

25 giugno 2024 |

Nuovo Mondo

Asia Orientale

Resto dell'Asia

  • https://www.jordantrail.org/ Un cammino di 650 km che attraversa la Giordania e arriva al Mar Rosso passando per Petra.
  • https://caravanistan.com/ Sito imperdibile per chi si accinge a visitare l'Asia centrale. Qui si trovano tutte le informazioni necessarie, dai visti alle localita' piu' interessanti alle soluzioni ai problemi piu' o meno comuni.
  • https://indiahikes.com/ Sito dedicato al trekking in India, particolarmente gli stati himalayani.

Europa

Film sull'Asia

25 giugno 2024 |

L'Asia e' sempre piu' presente nel panorama cinematografico mondiale. Alcune produzioni sono, per cosi' dire, internazionali, altre sono piu' legate al contesto culturale in cui nascono e ci possono aiutare a comprendere alcuni aspetti della storia e della cultura. Elenco qui di seguito alcuni dei film piu' significativi degli ultimi anni. La lista non e' ovviamente esaustiva.

Una nota: alcuni film non sono doppiati ma i sottotitoli in inglese si seguono molto bene. I paesaggi inoltre compensano questa mancanza.

Mongolia - Harvest Moon (2022) di Baljinnyamyn Amarsaikhan

Candidato come Best International Feature Film agli Oscar 2023, Harvest Moon (in mongolo sottotitolato in inglese) parla attraverso una storia di amicizia tra i due protagonisti (il maggiore e' tra l'altro il regista del film) della condizione di instabilita' delle famiglie nomadi della steppa mongola, che devono fronteggiare difficolta' come la desertificazione, le coltivazioni industrializzate e soprattutto il magnetismo prodotto dalla vita moderna urbanizzata.







Bhutan - Lunana: A Yak in the Classroom (2022) di Pawo Choyning Dorji

Candidato come Best International Feature Film agli Oscar del 2022, questo film (in bhutanese sottotitolato in inglese) e' ambientato in una localita' idilliaca, ma non per questo piu' clemente con i suoi abitanti, sulle montagne del Bhutan. Anche in questo caso il tema principale e' il contrasto con la vita urbanizzata, che benche' meno dignitosa sembra sempre attirare piu' di quella tradizionale. Il tema dei cambiamenti climatici e' sempre presente: gli abitanti di Lunana non ne hanno mai sentito parlare in termini scientifici, ma le montagne con cosi' poca neve non le hanno mai viste.






Bhutan - The Monk and the Gun (2024) di Pawo Choyning Dorji

In Italia e' stato tradotto come "C'era una volta in Buthan" ed e' disponibile doppiato.

Il piu' recente film di Pawo Choyning Dorji, e' candidato come Best International Feature Film agli Oscar 2024. Il tema in questo caso e' il contrasto tra un mondo tradizionale e i diritti moderni, in particolare legati alla democrazia. La storia e' apparentemente semplice e leggera, ma, come nel precedente film dello stesso regista, sono presenti tanti elementi ricorrenti del dilemma di come modernizzare paesi con culture cosi' forti. E' evidente anche una certa critica al concetto di democrazia "americano".





India - Laapataa Ladies (2024) di Kiran Rao

Commedia indiana (ma niente balletti, solo qualche canzone; film in hindi, sottotitolato in inglese) che affronta in maniera piuttosto chiara il tema dell'emancipazione femminile (ancora rara) e della violenza domestica in India, oltre a temi meno centrali come la corruzione generalizzata e l'arretratezza dei mezzi di trasporto indiani. Tutto gira intorno al tradizionale velo che copre il viso delle spose indiane, tanto che della sposa scomparsa si ha solo una foto, ovviamente con il velo. Forse un po' troppo politically correct (alla fine anche il poliziotto fa bella figura e quasi si merita il "regalo"), ma comunque un film con un suo perche'.




Korea - Past Lives (2023) di Celine Song

Film (in inglese) dalle tante nomination internazionali ambientato a New York e che tratta il tema dell'emigrazione koreana. Pur non essendo ambientato in Korea, presenta bene alcuni aspetti della cultura koreana e di come influisce sui comportamenti delle persone, in contrasto con alcune abitudini occidentali.









Singapore - Crazy Rich Asians (2018) di Jon M. Chu

Il film non e' certo impegnato. E' una commedia romantica leggera e con poche ambizioni di approfondire tematiche particolarmente intellettuali. Ma e' una rappresentazione molto accurata dell'elite di origini cinesi di Singapore, in particolare il ruolo della famiglia.









Hong Kong - Expats (2024) di Lulu Wang (mini series)

Miniserie di 6 puntate che beneficia sicuramente della protagonista, Nicole Kidman. La vicenda gira intorno a una famiglia americana trapiantata a Hong Kong. Al di la' della drammaticita' della situazione in cui si vengono a trovare i membri della famiglia, la serie ben mostra alcuni aspetti della societa' di Hong Kong di oggi, incluse le manifestazioni del 2019.







Cina - Born in China (2016) di Lu Chuan

Una co-produzione DisneyNature e Shanghai Media Group, questo documentario sulla fauna cinese per eccellenza segue quattro specie autoctone nei loro habitat naturali. Ci sono il leopardo delle nevi (in Qinghai), la scimmia dal naso camuso (rhinopithecus, in Sichuan), ovviamente il panda gigante (con annesso pandino, anche loro in Sichuan) e per finire l'antilope tibetana (in Qinghai). Documentario e' molto piacevole da guardare sia per la narrativa che soprattutto per i paesaggi naturali.







Ci sono poi film ormai diventati dei classici, che meritano comunque di essere menzionati:

Cina - Addio mia concubina (1992) di Chen Kaige: ambientato nella tumultuosa Cina dai primi giorni della Repubblica Cinese all'indomani della Rivoluzione Culturale, il film racconta le relazioni tra due amici di una vita, attori dell'opera di Pechino, e la moglie di uno di loro.

Cina - Balzac e la piccola sarta cinese (2002) di Dai Sijie: trasposizione cinematografica dell'omonimo libro dello stesso autore, il film parla dell'amicizia tra due ragazzi che vengono mandati a fare rieducazione in un villaggio di montagna del Sichuan, dove riusciranno comunque a leggere opere letterarie censurate e le useranno anche per insegnare a leggere a una ragazza del villaggio, analfabeta. Il film tratta anche il tema ambientale della costruzione, effettivamente avvenuta, della Diga delle Tre Gole, con il conseguente trasloco forzato di interi villaggi.

Cina - L'Angolo Rosso (1997) di Jon Avnet: thriller americano non certo pensato per parlare di cultura e di storia ma ben rappresenta la Cina degli anni '80.

Cina - L'Impero del Sole (1987) di Steven Spielberg: un super classico della filmografia a tema cinese. Il film parla dell'occupazione giapponese della Cina e in particolare di Shanghai dal 1941 e delle sorti degli occidentali che ancora vi risiedevano. Il film si basa su un libro autobiografico di James Graham Ballard e fu il primo film americano ad ottenere l'autorizzazione ad essere girato in Cina dai tempi della rivoluzione. Film grandioso e piuttosto fedele alla storia, contribuisce sicuramente a comprendere meglio il ruolo del Giappone nell'Asia del Novecento. Una curiosita': il campo dove vengono internati i cittadini dei paesi Alleati e' al tempo di Long Hua, a Shanghai, come in effetti successe. La pagoda del tempio e' tutt'ora in piedi ed e' uno dei monumenti piu' antichi della citta'.

Cina - L'Ultimo Imperatore (1987) di Bernardo Bertolucci: un altro grande classico sulla Cina, questa volta di fine impero. Vincitore di nove Oscar nel 1988 e di decine di premi internazionali, il film e' di fatto un kolossal incentrato sulla figura dell'ultimo imperatore, Pu Yi, e l'ascesa della Repubblica. Ottenne, cosa unica e rara, l'autorizzazione ad essere in parte girato all'interno della Citta' Proibita a Pechino.

Cina - La Guerra dei Fiori Rossi (2006) di Zhang Yuan: film incentrato sulla figura di un bambino ospite di un convitto in cui i bambini bravi si distinguono per i fiori di carta rossa che riescono ad ottenere dalle maestre, sistema che portera' il protagonista ad atti di ribellione verso una metafora del sistema.

Cina - Lanterne Rosse (1991) di Zhang Yimou: film basato sull'opera letteraria Mogli e Concubine. Fu il primo vero film cinese a conquistarsi un posto nel panorama internazionale (benche' fu proibito in Cina). E' ambientato a Pingyao, che ha sicuramente beneficiato di questa pubblicita'.

Cina - Last Train Home (2009) di Lixin Fan: film-documentario canadese dedicato ai lavoratori migranti della Cina rurale che per capodanno rientrano in massa a casa. Seppur con mezzi di trasporto migliori e piu' veloci e in condizioni economiche migliori, ancora oggi il grande rientro a casa per il capodanno lunare mette in evidenza la grande migrazione interna di forza lavoro dalle campagne alle citta' piu' industrializzate.

Cina - The One Man Olympics (2008) di Yong Hou: film dedicato a Liu Changchun, il primo atleta cinese a partecipare alle olimpiadi. Fu il solo quell'anno a partecipare, per le olimpiadi di Los Angeles del 1932, da una Cina isolata dall'occupazione giapponese, al mondo moderno in rappresentanza di tutta la Cina. 

Cina - Chung Kuo (1972) di Michelangelo Antonioni: il film-documentario per eccellenza, girato da Antonioni in una Cina in piena rivoluzione culturale. Fu un evento eccezionale che la troupe potesse viaggiare in Cina per 8 settimane, ma fu ovviamente presa di mira e anche strumentalizzata dalla moglie di Mao, Jiang Qing, che accuso' Antonioni di crimini controrivoluzionari e anti-cinesi per colpire indirettamente Zhou Enlai, fautore della politica di apertura verso l'Occidente che aveva permesso ad Antonioni di girare il documentario. Il film verra' poi proiettato per la prima volta in Cina nel 2002.

Birmania - The Lady (2011) di Luc Besson: film parzialmente superato da eventi storici piu' recenti ma comunque interessante per capire meglio la figura, forse un po' troppo miticizzata, di Aung San Suu Kyi.

India - Gandhi (1982) di Richard Attenborough: film epico sul Mahatma. Chiaramente ha lo scopo di mitizzarne il personaggio ma comunque e' interessante per vedere l'India in un certo periodo storico.

India - City of Joy (1992) di Roland Joffé: basato sull'omonimo romanzo, parla di Calcutta e della miseria umana che c'era e in gran parte c'e' ancora.

Sri Lanka - Machan. La vera storia di una falsa squadra (2008) di Uberto Pasolini: film dedicato all'emigrazione dallo Sri Lanka e che ben rappresenta, con toni leggeri ma chiari, la sofferenza e la determinazione di chi parte. La storia e' basata su un episodio effettivamente accaduto.

Non mi addentro nella filmografia dedicata alla guerra del Vietnam, perche' meriterebbe un capitolo a parte per tanti motivi.

Cina | Oggi si festeggia il Qingming Festival

4 aprile 2017 |
Oggi si festeggia la festa del Qingming (清明节, Qingming Jie), una sorta di Commemorazione dei defunti. Cade il quinto giorno del quinto termine solare (il calendario lunare cinese ne prevede 24 e corrispondono a giorni in cui c'e' un evento astronomico rilevante, come un equinozio o un solstizio). Cade quindi sempre tra il 4 e il 5 aprile del calendario gregoriano.

L'origine della festa


Si racconta che Chong'er, Duca Wen di Jin (Stato cinese dove ora c'e' lo Shanxi meridionale), durante il Periodo delle Primavere e degli Autunni (771-476 a.C. circa), avesse per tanti anni onorato i servizi del suo fedele servitore Jie Zitui, con lui anche durante l'esilio. Riacquistata la sua posizione, pero', Chong'er si dimentico' di Jie e questi ando' a vivere con la madre nella foresta. Quando Chong'er ando' nella foresta (oggi chiamata Jiexiu, lett. "il riposo di Jie", vicino alla citta' di Jinzhong in Shanxi) a cercarlo e non lo trovo', ordino' di appiccare un incendio in modo da obbligare Jie a uscire. Invece lui e sua madre morirono e Chong'er ne era colpevole. Ordino' quindi che in memoria di Jie non si usasse il fuoco per tre giorni.

Da allora (in realta' dal 732 d.C. quando l'Imperatore Xuanzong decreto' ufficialmente la festa), i cinesi dedicano questi giorni agli antenati, visitando le tombe, pulendole e offrendo cibo sugli altari. E' tradizione che si mangino piatti freddi perche' il fuoco era stato bandito per tre giorni.

La festivita' e' celebrata anche a Hong Kong e Taiwan (dove pero' si festeggia sempre il 5 aprile, l'anniversario della morte di Chiang Kaishek) e nei paesi della diaspora cinese (Singapore, Malesia).


E' ambientato in questi giorni il dipinto "Lungo il fiume durante la Festa del Qingming" ( 清明上河图) di Zhang Zeduan (1085-1145). Il rotolo di carta (25x525cm), risalente alla dinastia Song, rappresenta la citta' di Kaifeng durante il XII secolo. E' un documento storico molto importante perche' mostra la vita quotidiana dell'epoca a tutti gli strati sociali, offrendo anche informazioni sulle mode e sugli stili architettonici di quel periodo. Per la sua importanza, e' conosciuto anche come la Monnalisa cinese. L'originale e' esposto al Palace Museum di Pechino. Una versione digitalizzata e animata del dipinto e' stata realizzata per l'Expo 2010 di Shanghai.

La data del Qingming e' importante anche nella produzione del te': quello prodotto con foglie raccolte prima della festa e' considerato piu' aromatico e migliore (e quindi piu' caro) perche' le foglie hanno trattenuto le proprieta' maturate durante l'inverno e quindi sono di qualita' superiore. E' una sorta di first flush e si riconosce dal prefisso 清明前 (Qingming qian, lett. "pre-Qingming").

I qingtuan


In occasione del Qingming si mangano i qingtuan, dei grossi gnocchi verdi di riso glutinoso e erba artemisia o orzo murino (ingredienti disponibili solo in questo periodo dell'anno). Sono ripieni di pasta di fagioli rossi o di fagioli neri. Sono particolarmente difficili da produrre e quindi raramente preparati in casa.

Buon anno del gallo!!!

27 gennaio 2017 | |
Il primo giorno dell'anno lunare quest'anno cade il 28 gennaio, giorno in cui si festeggia il Capodanno cinese 2017. Le festivita' collegate al capodanno sono chiamate in cinese "festa di primavera" (春节; Chun Jié). Il calendario lunare non ha un uso quotidiano nella vita lavorativa, mentre e' ancora importante per le feste comandate e le celebrazioni (meglio scegliere il giorno migliore per festeggiare il matrimonio...!).

Il capodanno cinese si festeggia tradizionalmente per 15 giorni, del primo giorno dell'anno alla Feste delle Lanterne, anche se le scuole e gli uffici sono normalmente chiusi solamente per i primi 7 giorni. Ogni anno del calendario lunare e' collegato a un animale. Gli animali sono 12 e rappresentano lo zodiaco cinese. Quest'anno entreremo nell'anno del gallo. Ogni animale ovviamente ha le sue caratteristiche e tanti si sprecano in oroscopi piu' o meno improvvisati. A differenza dei calendari in uso in altre culture (ebrei, musulmani), il calendario cinese non ha una vera e propria numerazione, quindi non ha senso chiedere "in che anno siamo in Cina". La risposta e' 2017.

Questa festa e' particolarmente sentita in tutto il paese: centinaia di migliaia di cinesi ritornano nelle citta' di origine per festeggiare con i parenti, svuotando le citta' e intasando stazioni e aeroporti. Basta pensare che circa il 40% (piu' di 14 milioni di persone!) degli abitanti di Pechino e dintorni tornano a casa. Per molti lavoratori migranti e' l'unica occasione che hanno durante l'anno per rientrare a casa e non e' difficile che debbano intraprendere viaggi anche di 3 giorni in treno per raggiungere le loro famiglie. Ovviamente il capodanno si festeggia anche nei paesi limitrofi: Hong Kong, Macao, Taiwan, Singapore, Thailandia, Cambogia, Indonesia, Malesia, Vietnam, fino alle Mauritius e alle Filippine.

La festa vera e propria ha luogo la sera dell'ultimo giorno dell'anno quando le famiglie si riuniscono per cena, spesso a base di piatti "fortunati" come il pesce (longevita') o i ravioli (soprattutto al Nord). Le porte e le finestre sono tradizionalmente decorate con strisce di carta rossa con gli auguri di buona fortuna, felicita', benessere e longevita'. A differenza del Natale occidentale, che condivide con il Capodanno cinese la tradizione del celebrarlo in famiglia, in Cina non ci si scambia di solito regali, ma buste rosse contenenti soldi. In molte citta' della Cina, soprattutto meridionale, e in molte localita' di cultura cantonese fuori dal paese (Singapore, Hong Kong, Macao, Malesia), e' frequente assistere alla danza del drago, uno spettacolo che si solito viene finanziato dai commercianti di una certa via per portare fortuna e clienti. 

La leggenda del capodanno parla di una bestia cattivissima, Nian, che ogni inizio di anno scendeva al villaggio per mangiare le persone, soprattutto i bambini. Un giorno pero' arrivo' un anziano che nessuno conosceva e annuncio' che si sarebbe nascosto e avrebbe messo fine alle scorribande del Nian. L'uomo allora inizio' a incollare strisce rosse sulle porte delle case e a far scoppiare la polvere da sparo. Il giorno dopo tutti si accorsero che la notte era passata bene e che il Nian non era tornato. Lo sconosciuto aveva dimostrato che il Nian aveva paura del colore rosso e dei rumori, quindi ogni capodanno bisognava vestirsi di rosso, incollare strisce di carta rossa sulle porte e sulle finestre e far scoppiare i petardi per evitare che il Nian ritornasse. Molto tempo dopo il Nian fu catturato da Hongjun Laozu, un monaco taoista, che lo domo' e lo cavalco'.

La tradizione vorrebbe quindi che si scoppino i petardi e i fuochi d'artificio, cosa che fino a qualche tempo fa era seguita alla lettera anche a Shanghai, ma negli ultimi anni le grandi citta' hanno proibito l'uso dei fuochi per motivi di sicurezza e di inquinamento. E' possibile comunque vivere questa esperienza particolarmente "rumorosa" (per usare un eufemismo...) in molte localita' come Hong Kong, i centri minori della Cina e in campagna.

Un breve video descrive questo fenomenale evento:


Buon anno del gallo!!

Buona Festa della Luna!

15 settembre 2016 | |
Il Mid-Autumn Festival (中秋节, Zhongqiujie), anche chiamato Festa della Luna, e' nato come la celebrazione del raccolto e si festeggia in Cina, Taiwan, Singapore, Malesia, Vietnam e Korea. Cade il 15o giorno dell'ottavo mese lunare, quindi tra l'inizio di Settembre e la fine di Ottobre. Essendo legato ai cicli lunari, la festivita' cade sempre in un giorno di luna piena. Una festa con queste caratteristiche era gia' celebrata nel XVI sec. a.C. durante la dinastia Shang ma la festivita' attuale risale alla dinastia Tang (618-907 d.C.).

Una delle leggende che spiegano l'origine di questa festivita' racconta che Hou Yi era il piu' bravo arciere. Quando 10 soli comparvero nel cielo e rischiavano di bruciare il raccolto, lui ne colpi' 9 con il suo arco. Gli dei per ringraziarlo gli mandarono un elixir per l'immortalita' ma Yi non volle berlo perche' non voleva perdere la moglie Chang'e. Chiese quindi a lei di nasconderlo. Un giorno pero', mentre Yi non c'era, Peng Meng, un suo discepolo, cerco' di rubare l'elixir e Chang'e, per impedirglielo, lo bevve. Volo' in cielo ma, per non allontanarsi troppo, si fermo' sulla luna, che quel giorno era piena. Quando Yi scopri' cosa era successo divenne molto triste e offri' alla luna la frutta e i dolci che piacevano a sua moglie. Da allora tutti si ricordano di offrire alla luna, e a Chang'e, frutta e dolci in quella data.

Il dolce tipico di questa festa e' appunto la mooncake (月饼, yuebin), tortine di circa 10 cm di diametro e 3-4 cm di spessore. Si tratta di tortine di pasta con un ripieno dolce (fagioli rossi, semi di loto, giuggiole, frutta secca) o salato (carne, sale, lardo, farina di riso) e possono contenere anche, al centro, il tuorlo dell'uovo d'anatra. Di solito sono decorate all'esterno con i caratteri di "longevita'" e "armonia", fiori e conigli (il simbolo della luna). Saziano molto quindi di solito vengono condivise da piu' persone e sono accompagnate dal te'.

Negli ultimi anni e' abitudine regalare scatole di 4 o piu' mooncake a amici, parenti e dipendenti e spesso si scelgono le versioni piu' moderne di questo dolce, a base di gelato e cioccolato. Invece di consegnare le tortine, si preferisce solitamente dare un buono da scambiare in un negozio convenzionato.