Cina | Shanghai | A Nord del Suzhou Creek - Hongkou



La zona attualmente inclusa nel distretto di Hongkou era, al tempo delle Concessioni internazionali, la zona americana, per poi divenire, durante l’occupazione nipponica del 1937, la zona giapponese. A poca distanza dal Bund, il Japanese Quarter era diviso dalla zona inglese dal Suzhou Creek, un fiume minore che arriva a Shanghai dal Lago Tai di, appunto, Suzhou. Il fiume, attualmente non utilizzato per la navigazione (ma lo era negli anni ’30), era molto importante nel IV e V secolo e tale importanza ha lasciato una grande eredita’ a Shanghai: il prefisso che indica ancora oggi la citta’ (che si puo’ vedere sulle targhe delle automobili immatricolate a Shanghai) e’ infatti (Hù, lett. arpione), da沪渎 (Hù Dú, lett. fossato ad arpione), il nome con cui era conosciuto lo sbocco del Suzhou Creek all’epoca.

La zona del Suzhou Creek e’ stata per anni una delle meno ordinate di Shanghai, soprattutto per la presenza di molti magazzini collegati agli affari del porto. L’acqua era cosi’ inquinata per gli scarichi che era considerata la piu’ malsana di Shanghai. Negli anni 2000 e’ iniziato pero’ un progetto di riqualificazione della zona. Di particolare beneficio e’ stata la costruzione del Bund Tunnel e l’allontanamento del traffico, operazione che ha permesso lo smantellamento del ponte in muratura e il riposizionamento dello storico Waibaidu Bridge (Garden Bridge al tempo delle Concessioni). Oggi il Suzhou Creek e' completamente pedonalizzato ed e' possibile percorrere circa 20 km ininterrotti (per sponda) che dallo sbocco nello Huangpu arrivano in pratica all'aeroporto di Shanghai Hongqiao. Sulla sponta settentrionale del Suzhou Creek sorgono alcuni tra i piu’ importanti edifici storici di Shanghai, a partire dall’Astor House Hotel del 1846, il Consolato russo, il Broadway Mansions del 1930 e l’affascinante Embarkment Building del 1934.




Il Suzhou Creek e’ solo la porta di Hongkou. Il resto del distretto presenta alcune caratteristiche difficilmente reperibili altrove in citta’, che danno a questa zona un particolare valore storico.
Innanzitutto Hongkou ha ospitato per anni il cosiddetto ghetto ebraico che arrivo' ad ospitare fino a 20 mila esuli. A Shanghai, infatti, era stato autorizzato l’ingresso ai perseguitati anche senza documenti. I primi ebrei ad arrivare a Shanghai furono i Sefarditi e non erano rifugiati ma cittadini inglesi spesso gia' impegnati in affari in India. Sassoon era uno di questi. Poi arrivarono quelli dalla Russia, in questo caso divennero rifugiati in quanto nel 1921 gli venne tolta la cittadinanza russa. Si trasformarono in gran parte guardie del corpo e poliziotti. Le donne dovettero ripiegare in gran parte sulla prostituzione. Poi c’erano gli ebrei di Harbin che fuggivano all’occupazione giapponese della Manchuria del 1931. Infine un buon numero erano di origine tedesca e fuggivano ai nazisti. La comunita’ ebraica crebbe sensibilmente negli anni e porto’ anche alla costruzione della Sinagoga, tutt’ora aperta anche come museo. Il ghetto in senso stretto del termine fu creato nel 1937, con l’occupazione giapponese. L’esperienza si concluse nel 1949, con l’ascesa dei comunisti e la fuga di praticamente tutti gli ebrei a Hong Kong o in Israele.

Il resto del distretto di Hongkou e’ un misto di storia e palazzi piu’ moderni: la zona e’ infatti diventata in anni piu’ recenti un’area residenziale e commerciale che rappresenta un buon compromesso tra distanza dal centro e offerta di affitti relativamente meno cari, oggi valorizzati dalla zona pedonale del Suzhou Creek L’architettura prevalente e’ quella della Cina degli anni ’80-’90 con casermoni di dubbio gusto e palazzi alti ma non troppo. Ci sono pero’, soprattutto nella zona meridionale del distretto, alcuni interessanti esempi di edifici dell’epoca americana/inglese e dell’epoca giapponese.




Risalgono all’epoca della Concessione internazionale (1843-1937) gli edifici nei pressi dell’incrocio tra Zhapu Road e Tanggu Road: qui troviamo alcuni edifici residenziali ad angolo (Pearce Apartments e i Boone Apartments) e il Kunshan Park, finanziato dalla famiglia Sassoon nel 1897 e inizialmente riservato ai bambini occidentali che andavano a scuola nelle vicinanze.

Il Japanese Quarter aveva il suo fulcro in Sichuan North Road, tanto che negli anni '20 e '30, era paragonata a Nanjing Road per la quantita' di esercizi commerciali che erano nati. I giapponesi erano arrivati a Shanghai negli anni '60 dell'800 con l'apertura del Giappone, aumentarono poi di numero dopo la vittoria del prima guerra sino-giapponese del 1895, grazie alla quale il Giappone conquisto' Taiwan e soprattutto ottenne il diritto di produrre a Shanghai. Un'altra ondata di giapponesi arrivo' nel 1923 dopo il terremoto di Tokyo che distrusse la citta' e provoco' piu' di 100.000 morti. Il Japanese Quarter venne pero’ ufficializzato dopo il 1937, quando la citta’ fu occupata dall’esercito nipponico durante la seconda guerra sino-giapponese. In questo periodo molti edifici furono utilizzati come prigioni, centri di polizia e quartieri per l’esercito.

Astor House Hotel (1846)
Edificio in stile Neoclassico, negli anni ha cambiato piu' volte destinazione, gestione e nome (Richard's Hotel agli inizi poi Pujiang Hotel). Fu il primo hotel di Shanghai a usare stufe a carbone, lampade elettriche, rubinetti e a fornire servizi di telefono e chiamata taxi. Charlie Chaplin fu ospite dell'albergo. Quando apri' il Cathay Hotel (oggi Peace Hotel), gli americani consideravano questo hotel piu' meritevole e snobbavano Sassoon. Nel 1954 fu preso in gestione dal governo di Shanghai che lo trasformo' in un edificio di uffici per aziende statali. Nel 1959 fu rinominato Pujiang Hotel e aperto come guesthouse. Fu poi trasformato in un ostello economico e quindi riaperto come hotel a 3 stelle nel 2002. E' possibile entrare nella hall al piano terra.





Broadway Mansions (1930)
Progettato da Palmer&Turner e di proprieta' di Sassoon, l'edificio di 77 metri di altezza era pensato per ospitare un hotel e uffici. Era stato realizzato in stile Art Deco, come molti altri edifici dell'epoca a Shanghai (l'Art Deco era nata nel 1925 in Francia). Fu poi venduto a un prezzo irrisorio ai giapponesi durante l'occupazione e poi utilizzato dal KMT e poi dal governo della Municipalita' di Shanghai come guest house. Gli ascensori e un tavolo da biliardo sono quelli originali. Negli anni ha ospitato, nella suite piu' importante al 18imo piano, ospiti illustri come Zhou Enlai e Georges Pompidou. Si puo' entrare nella hall.

Embarkment Building (1934)
Quando apri' era il complesso residenziale piu' grande di Shanghai con piu' di 200 appartamenti di lusso (il palazzo era in origine 3 piani piu' basso). Il progetto era, tanto per cambiare, di Palmer&Turner e il capitale era di Sassoon.
Oggi ha appartamenti da un milione di dollari che si affacciano sul fiume e stanze affolate e maleodoranti sul retro, spesso affittate a lavoratori migranti.
Si puo' entrare nella lobby (400, Sichuan North Road): da notare il pavimento in mosaico.

Kunshan Huayuan Road
Via pedonale con edifici in mattoni a vista in stille Queen Anne, uno degli ultimi esempi di come Hongkou era tra il 1880 e il 1920.

1933 Laochangfang (1933)
Ex macello costruito dallo Shanghai Municipal Council. E' stato trasformato in uno spazio post-industriale dalla fortuna altalenante.




Doulun Road
Strada pedonale d'epoca.

Shanghai Jewish Refugees Museum e Sinagoga
Sinagoga e annesso museo sulla storia della comunita' ebrea di Shanghai.

Cina | Yunnan | Dali e Erhai Lake

5 luglio 2026 | |

Con il termine Dali si indica generalmente la citta' vecchia della moderna Dali, a circa 30 min dal centro citta' e dalla stazione principale. E' una destinazione turistica conosciutissima in Cina e rappresenta il miglior punto di appoggio per la zona. La citta' vecchia e' chiusa dentro alle mura, ancora esistenti e ornate da una serie di porte, ricostruite ma sicuramente d'effetto. All'interno delle mura l'architettura tradizionale Bai (l'etnia di maggioranza della zona) e' stata conquistata negli anni dal commercio spiccio per il turismo di massa cinese, destino condiviso con le altre old town dello Yunnan (Lijiang e in parte Shangri La). Detto questo, si tratta comunque di un buon punto di appoggio, ovviamente rifornito di tutti i servizi del caso e piacevole per qualche giorno.








Dali si trova a 2000 mslm e gode di un clima mite tutto l'anno (eviterei l'inverno che, benche' mite, non trova i servizi locali attrezzati per temperature non estive). Ne e' la dimostrazione la variegata agricoltura locale che va dal riso alla frutta, dal tabacco alle patate. L'attrazione principale e' il lago Er'hai (lett. mare a forma di orecchio) che nel 2018 ha visto l'inaugurazione di un impressionante progetto di pedonalizzazione lungo tutta la costa occidentale (46 km di lunghezza) e parzialmente lungo il resto della costa del lago. Il lago e' di fatto completamente circumnavigabile in bicicletta restando sempre su piste ciclabili. La riserva d'acqua e' protetta e quindi non e' navigabile. Tutto intorno al lago, soprattutto appunto sulla costa occidentale, sono nate strutture turistiche piu' o meno efficienti ma molto piacevoli per trascorrere una giornata sul lago. E' inoltre possibile affittare biciclette (da quelle a noleggio con il QR code alle MTB piu' serie) e motorini elettrici (max. 15 km/h) in qualsiasi punto del percorso e lasciarli in un altro a piacimento.










Direi che non si va sull'Er'hai per il paesaggio (ci sono panorami ben piu' meritevoli in Yunnan) ma l'ambiente nel suo complesso e' sicuramente molto piacevole, soprattutto in estate. Nei dintorni del lago si trovano alcuni villaggi nello stile di Dali, tra cui Xizhouzhen (se possibile, ancora piu' intasato di negozi per turisti che Dali...).

Come arrivare e dove alloggiare


Il modo migliore per arrivare a Dali e' in aereo. L'aeroporto locale e' ben fornito ma purtroppo spesso le tariffe aeree risultano troppo care e sproporzionate. In tal caso, e' possibile optare per un volo su Kunming e poi 2h30' di treno per Dali (considerare 4 ore di viaggio dal momento dell'atterraggio all'arrivo a destinazione).
Due giorni pieni a Dali sono sufficienti per apprezzare il luogo. Gli hotel sono di tutti i livelli: nella citta' vecchia ci sono ancora alcuni hotel realizzati all'interno di case tradizionali con cortile, molto caratteristici, oppure e' possibile alloggiare nei pressi del lago.

Cosa fare oltre Dali


Da Dali, il percorso piu' logico e' andare verso nord passando per Shaxizhen e raggiungere cosi' Lijiang, la Gola del Salto della Tigre e infine Shangri La. E' questo un viaggio completo che permette di scoprire il magnifico Yunnan settentrionale e le montagne della catena del Hengduan. Il periodo migliore e' da giugno a settembre.
Per chi vuole farlo in bicicletta, il percorso piu' sensato e' andare da nord verso sud, in particolare da Lijiang a Dali, per non dover affrontare salite troppo faticose. 

India | Karnataka | Hampi e Badami

4 luglio 2026 |
 
Hampi e' un centro di grande importanza storica dell'India meridionale e visitato sia per quello che rimane dell’antica citta sia per il Virupaksha Temple, ovviamente patrimonio UNESCO.

Cosa vedere

Citato con il nome di Kishkinda nel poema epico hindu Ramayana, Hampi e' conosciuto come il regno degli dei scimmia. Limitandosi alla storia dei mortali, invece, si sa che nel 1336 un principe Telugu scelse Hampi come capitale (con il nome di Vijayanagar) di quello che per i due secoli successivi sarebbe stato il piu' esteso regno hindu della storia dell'India. Basti pensare che nel 1500 la capitale ospitava almeno mezzo milione di abitanti e attirava mercanti di tutte le origini. Tutto fini' nel 1565 quando i sultani del Deccan (l'altopiano dell'India centrale) colpirono mortalmente la citta'. Quello che e' rimasto pero' sono vasti resti di strutture in pietra che rimandano ai fasti dell'epoca.





L’Hampi Bazaar e' il centro "sacro" e comprende il Virupaksha Temple e, soprattutto, il Vittala Temple. Quest'ultimo e' il complesso piu' emblematico di Hampi e al centro e' posto il tipico carro di pietra che si trova addirittura sulle banconote da 50 rupie. Il biglietto per questo complesso e' valido anche per entrare nella maggior parte degli altri. Il bazaar vero e proprio (a cui si accede poco prima del Virupaksha Temple, sulla destra), e' in fase di ricostruzione (demolizione?!) ma si trovano ancora piccoli ristoranti a misura di turista ed e' un punto strategico per trovare tuctuc.





A sud-est del complesso "sacro" si trova invece la seconda meta' di Hampi, il complesso "politico" dove viveva la classe dirigente. Per accedervi si puo' percorrere a piedi un percorso pedonale in discrete condizioni dal Achyutaraya Temple. In alternativa si puo' prendere un tuctuc. La zona a sud del centro "politico" e' il villaggio di Kamalapuram dove si trovano alcuni alloggi turistici di base.

Come arrivare e dove alloggiare

Hampi ha in teoria il suo aeroporto, Jindal Vijayanagar Airport (VDY), molto poco servito. Quindi quasi tutti optano per Hubballi Airport (HBX, noto anche come Hubli), a circa 3h30' di auto da Hampi.

Gli alloggi sono molto basici, ma per 1-2 notti sono piu' che sufficienti. Come menzionato sopra, le strutture relativamente migliori si trovano a Kamalapuram. In alternativa, se si cerca maggiore comfort (ma non necessariamente migliore qualita'), si deve optare per i cosiddetti "resort" che si trovano fuori dalla zona di interesse. Considerando che, nonostante quello che dicono le guide, un giorno intero a Hampi basta, la cosa migliore e' arrivare la sera prima, dormire a Kamalapuram, visitare Hampi il giorno dopo, dormire di nuovo a Kamalapuram e quindi ripartire. Alloggiare in localita' piu' distanti significa invece prevedere almeno due giorni di permanenza e spostamenti piu' lunghi.

Come arricchire il viaggio a Hampi

Hampi e' sicuramente una meta importante in un viaggio in India che vada oltre le zone piu' battute (Rajastan, Agra, Varanasi, Kerala). E' vero che e' molto isolata e quindi puo' sembrare uno spreco di tempo organizzare uno spostamento per un’unica destinazione. Puo' essere pero' una buona idea abbinare la visita con Badami, a circa 4 ore di macchina da Hampi.
Badami e' stata la capitale dell'impero Chalukya (VI sec.) e si possono ammirare grandiosi templi tagliati nella roccia rossa. Una parte molto interessante della visita e' avventurarsi nel piccolo villaggio alla base delle grotte, molto fotogenico. Da Badami si raggiunge l'aeroporto di Hubballi in 2h30'.

Australia | Western Australia | La Cape-to-Cape Track

 
La Western Australia (WA) corrisponde a un terzo dell'intera superficie australiana, piu' o meno 5 volte la superficie della Spagna, e non ha nemmeno 3 milioni di abitanti, tra l'altro quasi tutti ammassati nella parte in basso a sinistra dello stato, dove si trova Perth e anche il nostro cammino, guarda caso. Vive principalmente di miniere e pozzi petroliferi offshore. E' quasi completamente ricoperta da deserto, tranne appunto l'angolo in basso a sinistra.

A parte Perth (niente da segnalare, piacevole per una passeggiata e i simpatici quokka nell'isola antistante Rottnest Island), la nostra zona di interesse e' Margaret River, a circa 4 ore di macchina da Perth verso sud. La regione e' famosa per il vino e vive principalmente di turismo. La localita' principale e' appunto Margaret River, una paesino di 7000 anime che pero' riesce ad attrarre anche mezzo milione di turisti all'anno. Una parte dei turisti arriva anche in inverno per vedere il passaggio delle balene

Noi per il vino non ci siamo andati ma abbiamo apprezzato molto il trekking piu' famoso della zona, il Cape-to-Cape Track. E' molto simile alla Great Ocean Walk (che avevamo fatto qui) ma forse questo e' un po' piu' duro, soprattutto se come noi si vuole fare in quattro giorni, contro i 5 consigliati. Ma tant'e'.

La Cape-to-Cape Track e' un percorso di circa 125 km lungo la costa che collega due Cape, Cape Naturaliste (a nord) e Cape Leeuwin (a sud). Cape Naturaliste e' attrezzato con un piccolo negozio di souvenir e un'area ristoro. Il percorso e' rigorosamente non attrezzato ma molto ben segnalato, non c'e' modo di trovare acqua, cibo (forse si', in un punto solo ma non ci farei molto affidamento) o supporto. L'ideale per affrontare il trekking e' organizzarsi con un'agenzia della zona per gli spostamenti. Il paesaggio e' molto bello, quasi tutto sulla scogliera. Non e' raro vedere gruppi di delfini tra le onde. In alcuni punti e' anche possibile fare il bagno in spiagge protette. Il periodo migliore e' in primavera o in autunno, soprattutto per evitare il caldo estivo.

Il percorso e' spezzabile in piu' punti con accesso piu' o meno pratico a un parcheggio. L'ideale e' comunque affidarsi a qualcuno di locale per capire come e' meglio dividere le tappe per evitare sbilanciamenti. Anche perche' in totale sono 3000 m di dislivello e non e' consigliabile fare pezzi aggiuntivi inutilmente.

Esiste sugli app store un'app amatoriale ma ben fatta "Cape to Cape Track Guide" che puo' essere utile soprattutto perche' in alcuni punti del percorso non c'e' segnale e una mappa offline fa sempre comodo.







Cina | Shanghai | Parchi e Giardini a Shanghai


A Shanghai ci sono sempre stati molti spazi verdi pubblici, molti di piu' di quanto ci si possa immaginare guardando la citta' da fuori. Il 34% della citta' e' occupata da spazi verdi: per intenderci, New York City ne ha il 23%, Milano il 27%, Parigi il 15% (dati https://hugsi.green/). Negli ultimi anni molto e' stato fatto anche per rendere questi spazi verdi fruibili da piu' tipologie di visitatori, dai bambini agli anziani, da chi li attraversa solamente a chi li vive. Ad esempio da un paio d'anni sono state tolte le recinzioni esterne della maggior parte dei parchi cittadini che ancora le avevano, facendo diventare ogni spazio verde un'area anche di passaggio per chi si sposta a piedi. L'ultima moda sembra invece essere ridisegnare gli spazi, soprattutto quelli piu' piccoli dedicati al quartiere in cui si trovano, e prevedere piccole colline artificiali per permettere alle persone di sdraiarsi sull'erba a riposare (una rivoluzione in un paese dove nessuno si siede a diretto contatto con la terra...!).

Chiaramente c'e' sempre spazio per migliorare, ma e' indiscutibile che il verde pubblico a Shanghai e' una priorita'. In parte questo e' motivato da fatto che Shanghai deve rappresentare il fiore all'occhiello della Cina, in parte questa attenzione e' in realta' visibile anche in molte altre citta' del paese semplicemente per il fatto che i cinesi hanno sempre tradizionalmente passato tanto tempo negli spazi comuni (case poco accoglienti, piccole e spesso abitate da piu' generazioni). Sono tante le attivita' che avvengono nei parchi: il risveglio muscolare del mattino, i balli di gruppo, le attivita' sportive tradizionali; c'e' poi chi va nei parchi per esercitarsi con uno strumento musicale, che verrebbe considerato molesto a casa propria, chi per giocare a mahjong o semplicemente per incontrare qualche amico. E' abbastanza realistico dire che se si vive all'interno del primo anello di Shanghai, ma forse anche del secondo, si e' quasi sempre a poca distanza da un'area verde pedonale.

Ci sono parchi storici, con una propria personalita', altri di realizzazione recente, meno significativi ma non per questo meno apprezzati. Proviamo a citare i piu' meritevoli:

Fuxing Park




Il Fuxing Park e' sicuramente uno dei parchi piu' vivi e significativi di Shanghai. Costruito dai francesi nel 1909, copre 10 ettari ed e' stato per tanto tempo il parco piu' grande di Shanghai. Ne abbiamo parlato tante volte, quindi rimando ai post originali qui e qui. Si trova in una zona dell'ex Concessione Francese molto piacevole e alberata. Il miglior momento per visitarlo e' la mattina sul presto, meglio nel weekend: decine di gruppetti che praticano tai chi, canto corale, ballo, spade, sassofonisti e qualsiasi altra attivita' piu' o meno di gruppo. Il parco e' dotato di una piacevole casa da te' (niente raffinatezze qui, solo tazze con il coperchio e thermos di acqua calda) con tavolini all'aperto, posizionata strategicamente al centro dell'azione, aperta dalle 8 del mattino.

People's Park



















Il parco degli inglesi, nel senso che occupa quello che era l'ippodromo dell'epoca della concessione internazionale. Il parco occupa la meta' superiore di uno spazio simmetrico, dall'altra parte di Renmin Road (la via del Popolo, se a qualcuno venisse il dubbio) si trova People's Square. L'intero ellisse ospita alcuni degli edifici piu' importanti di Shanghai, almeno di una Shanghai degli anni '90, forse oggi un po' superati ma sicuramente degni di nota: lo Shanghai Museum (oggi questa sede ospita solo mostre temporanee, mentre la sede principali e' stata spostata a Pudong, appena prima del Century Park), il Grand Theatre, lo Shanghai Urban Planning Exibition Center dedicato ai progetti di sviluppo urbano della citta' (forse un po' datato ma il concetto e' interessante), il MOCA (Museum of Contemporary Art), lo Shanghai History Museum (ospitato nell'ex Shanghai Race Club house degli inglesi, dedicato alla storia della citta' di Shanghai; la mostra in se' non e' di grande valore ma e' interessante vedere pezzi di una Shanghai che e' evoluta nel tempo con tutte le nazionalita' che hanno trovato qui opportunita' e hanno contributo alla crescita della citta') e infine il vero e proprio People's Park (nel quadrante in alto a destra). Interessante ricordare che la domenica mattina nel parco si svolge un "mercato del matrimoni", dove parenti un po' attempati di ragazzi e ragazze ancora single cercano potenziali abbinamenti (!).

Zhongshan Park

Zhongshan Park prende il nome da Sun Yat Sen, padre della patria conosciuto in Cina appunto come Zhong Shan. Aperto nel 1914, era invece conosciuto all'epoca come Jessfield Park (perche' costeggiava Jessfield Road, oggi Wanhangdu Road). E' un parco di riferimento per gli shanghaiesi, forse meno per i turisti perche' meno centrale ma comunque posizionato strategicamente a due passi dal Suzhou Creek e dalla sua passeggiata pedonale. Anche il Zhongshan Park e' particolarmente vivo la mattina presto, soprattutto da quando sono state abbattute le mura esterne ed e' quindi accessibile da qualsiasi lato a qualsiasi ora. E' stato anche recentemente ristrutturato e messo a nuovo. Particolarmente piacevole una passeggiata che da Zhongshan Park passa per il campus della East China University of Political Science and Law (che occupa l'ansa del Suzhou Creek a nord del parco) e ritorno via Suzhou Creek.

Xujiahui Park

Il parco di Xujiahui e' un parco di costruzione piuttosto recente: e' stato inaugurato nel 1999 sul sito di quella che era una fabbrica di materiali plastici (di cui si puo' ancora vedere una delle ciminiere a ricordo del passato industriale di Shanghai). Gli shanghaiesi sono particolarmente orgogliosi di questo parco perche' di fatto il governo ha dedicato a tutti un terreno altrimenti altamente redditizio. Il parco e' effettivamente molto ben fatto: ospita un laghetto che si sviluppa in un piccolo canale che ripropone, dall'alto, la stessa forma del fiume Huangpu (quello che divide Puxi da Pudong per intenderci). Oltre al livello principale, e' possibile attraversare il parco anche passando su una passerella sopraelevata particolarmente d'effetto.

Shanghai Botanical Garden

Shanghai ha due giardini botanici, uno dalle parti di Sheshan (vedi sotto) e uno in centro. Quest'ultimo e' un classico giardino botanico che prende particolarmente vita nel mese di aprile per il festival dei fiori, con installazioni temporanee e un tripudio di fioriture. Il giardino ospita anche un'area dedicata ai bonsai (penjing in cinese) e alle camelie.

Luxun Park

Dedicato all'omonimo scrittore che visse qui vicino e qui e' sepolto, il parco fa da riferimento per il distretto di Hongkou. E' attrezzato con un piccola tavola calda che serve ravioli e altri piatti veloci. La "collina" ospita un nutrito coro specializzato in canzoni della gioventu' che fu. Poco piu' a sud del parco, si trova la via pedonale di Duolun Road, un ottimo abbinamento per una passeggiata.

Guilin Park

Il Guilin Park e' un parco molto poco conosciuto da chi non e' di Shanghai. E' molto facile da raggiungere (Metro Guilin Park) e da' grande soddisfazione. Il parco prende il nome dall'osmanthus, alberi di cui e' abbondantemente provvisto. E' un giardino in stile cinese tradizionale, essendo stato pensato per essere il giardino privato di una residenza di un importante ufficiale. Si tratta infatti del giardino di Huang Jinrong, un personaggio che merita un approfondimento: investigatore per la polizia della Concessione Francese dal 1892 al 1925, Huang fu soprattutto uno dei tre gangster della Banda Verde, un'associazione criminale attiva a Shanghai nella prima meta' del '900 (per intenderci, sono i progenitori di quelli che poi fuggirono a Hong Kong con l'avvento della Repubblica Popolare, per poi fondare il c.d. Triangolo d'Oro della droga tra Myanmar, Thailandia e Cina diventando il principale produttore di eroina al mondo).

Il parco e' molto piacevole e tranquillo. Il pezzo forte e' la casa da te' tradizionale al centro del parco, abbinata a un piacevole ristorante sul perimetro esterno.

Century Park

Il Century Park di Shanghai e' sicuramente ispirato a Central Park di New York, anche se decisamente meno centrale. E' il parco piu' grande della citta' metropolitana di Shanghai (140 ettari), anche se con gli anni ha sicuramente perso attrattiva con lo sviluppo e il miglioramento dei parchi piu' centrali, sicuramente piu' accessibili. Resta comunque un parco molto piacevole dove si puo' passare un'intera giornata. E' stato aperto nel 2000 e ospita anche strutture sportive e un grande lago artificiale.

Fuori Shanghai

Tra i migliori giardini fuori Shanghai, va ricordata Nanxiang con il suo Tan Yuan e il Guyi Park, e Sheshan Forest Park a Songjiang.


A Nanxiang il Guyi Park e' sicuramente il piu' piacevole, anche grazie alla casa da te' che si affaccia sul laghetto e al ristorante di xiaolongbao.

Lo Sheshan Forest Park, oltre l'aeroporto di Hongqiao, e' invece un parco extraurbano la cui attrazione principale e' la basilica di Sheshan, una chiesa cattolica costruita dai Gesuiti nel 1864 e ancora in funzione. E' notoriamente il punto piu' alto di Shanghai (118m). La zona e' arricchita da un lago con diverse attivita' ricreative, alcuni parchi tematici e qualche hotel. Non lontano c'e' l'altro giardino botanico di Shanghai e il golf. Si tratta di una zona pensata come turistica ma che oggi risulta un po' "superata", resta comunque una piacevole gita fuori Shanghai.

Nuove aree verdi

Tra le nuove aree verdi, vale la pena ricordare i due lungofiume: West Bund Riverside Promenade (Puxi) e East Bund Riverside Promenade (Pudong). Di nuovissima apertura invece l'Expo Cultural Park con le sue serre, le colline artificiali e il lago.