Cina | Shanghai | Il Jazz Bar del Peace Hotel e la Old Jazz Band


Shanghai cambia faccia continuamente. Capita di svegliarsi una mattina e di non trovare più un intero quartiere di case vecchie o una palazzina. Allo stesso modo aiuole con tanto di fiori possono comparire nel giro di poche ore.

Il Jazz Bar del Peace Hotel, sul Bund, invece, resiste, insieme alla sua Old Jazz Band. Il Jazz Bar stesso e' un'istituzione: nei tempi d'oro della Shanghai delle Concessioni qui si esibivano band americane e ospiti di tutto il mondo accorrevano per ascoltarle. La Old Jazz Band invece risale agli inizi degli anni '80 e i suoi componenti sono la miglior testimonianza della longevità del locale: l'eta' media e' 82 anni. Il bar ha ospitato nei decenni gente di tutti i tipi, compresi Jimmy Carter, Ronald Reagan e Bill Clinton, che suono' anche un pezzo.

La jazz band ha una lunga storia: il duo originale, formato da Zhou Wanrong (tromba) e Cao Ziping (piano), fondo' una band nel 1947 con Jimmy King, già famoso nell'ambiente della musica in stile hawaiano (!). A partire dall'occupazione giapponese, infatti, gli stranieri di Shanghai erano quasi tutti scappati, compresi gli artisti filippini che andavano tanto di moda all'epoca, e la richiesta di artisti cinesi crebbe. Da qui l'idea di fondare una band tutta cinese.
Nel 1949 l'arrivo dei comunisti porto' allo scioglimento forzato della gruppo e si dovette aspettare fino agli anni 80' per tornare ad ascoltare la loro musica. L'impulso a ricomporre la band arrivo' dal manager del Peace Hotel, ex Cathay Hotel del leggendario Victor Sassoon e poi Peace Hotel, prima a gestione statale e poi del gruppo Fairmont.
Praticamente la band suona ogni giorno dal 1980 nel Jazz Bar, dalle 18:30 alle 2:00, e la musica della Old Jazz Band e' descrivibile come "soft jazz" rivisitato in forma shanghainese.


Cina | Shanghai | L'Art Deco del Greater Shanghai Plan di Jiangwan




Una zona a nord di Shanghai ha una caratteristica tutta sua: era stata concepita da Chang Kai Shek come il centro del potere nel progetto mai terminato del Greater Shanghai Plan (大上海计划).

Nel 1927, infatti, Chang Kai Shek stava progettando il nuovo ordine nazionale dalla capitale Nanchino e Shanghai fu dichiarata Special City Government. A quell'epoca i nazionalisti controllavano la citta' cinese (Nanshi, citta' meridionale) e la zona settentrionale dell'attuale Zhabei District. Il resto era in mano agli stranieri nella forma delle Concessioni. Era necessario quindi estendere la zona utilizzabile per fornire la citta' di un adeguato centro decisionale che avrebbe fatto di Shanghai la citta' internazionale che meritava di essere, come gia' Sun Yat Sen aveva ipotizzato. Due anni dopo, nel 1929, venne presentato al governo della citta' di Shanghai un piano di rinnovamento che prevedeva la costruzione, su 4.6 km2, di un centro decisionale nuovo di zecca, in quello che oggi e' la zona di Jiangwan (Distretto di Baoshan), il cui fulcro sarebbe stato l'incrocio tra Hengren Road e Qingyuan Ring Road.

I lavori iniziarono nel 1931 e furono realizzati sulla base delle idee contenute nel libro Garden Cities of Tomorrow (1902) del britannico Ebenezer Howard, quindi con chiare influenze occidentali, nonostante l'ambizione di creare una citta' armonicamente cinese. Per intenderci, il libro di Howard ispiro' anche la progettazione di Central Park a New York.

Il piano di sviluppo fu avviato ma nel 1937 l'arrivo dei giapponesi lo interruppe bruscamente. Gli occupanti modificarono a modo loro il Plan ma anche questo progetto non fu mai completato. Nel 1952, quando i nazionalisti tornarono al potere non ripresero il lavoro e l'esperimento termino' lasciando pero' alcune costruzioni significative ancora oggi visibili ed esempio di un'architettura che aveva un suo specifico orientamento e valore.

La zona e' raggiungibile con le linea 8 (fermate Xiangyin Road e Nanjiang Road) e la linea 10 (fermata Jiangwan Stadium).

Il progetto

Il fulcro del Greater Shanghai Plan era un'area centrale a forma del carattere 中 (zhong, centro) che avrebbe contenuto edifici governativi oltre a un museo, una biblioteca, un ospedale e uno stadio per eventi di carattere nazionale. Sarebbe stato collegato al centro da una linea ferroviaria. Al centro avrebbe avuto anche una lunga vasca sullo stile del Lincoln Memorial di Washington, completato qualche anno prima. Un piano ambizioso insomma.

Le vie che dipanavano dal centro avrebbero avuto come carattere iniziale Zhong, Hua, Min, Guo, Shang, Hai, Shi, Zheng o Fu, ovvero la versione cinese di "Republic of China Shanghai Municipal Government". 

Il resto della zona sarebbe stata separata in zone residenziali e zone industriali collegate da strade ben delineate che avrebbero portato anche alle concessioni internazionali piu' a sud, a Pudong, a Jinqiao e ad altre zone piu' periferiche.

Il centro sarebbe stato rappresentato dalla nuova Shanghai City Hall, sede del governo. La gara per il progetto fu vinta dall'architetto Dong Dayou, con una solida esperienza americana alle spalle, e i lavori iniziarono nel giugno 1931. Nonostante le interruzioni per i combattimenti con i giapponesi, la Shanghai City Hall e altri cinque edifici laterali furono completati per la fine dello stesso anno in stile Art Deco, spesso con chiare influenze della tradizione cinese piu' classica.

Nel 1934 iniziarono invece i lavori per lo stadio e la piscina pubblica, per la Shanghai Municipal Library e lo Shanghai Municipal Museum, anche questi ultimi disegnati da Dong Dayou.

Queste sono le uniche costruzioni realizzate e ancora oggi visibili, anche se in alcuni casi la destinazione d'uso e' cambiata:

Shanghai City Hall

Oggi uno degli edifici della Shanghai Sport Academy. Ospita la China Table Tennis Association. Nella lobby e' ancora possibile ammirare una mappa di Shanghai e una stilizzazione di quello che doveva essere il Greater Shanghai Plan.


Shanghai Municipal Museum

Oggi fa parte del Changhai Hospital. Il pavimento piastrellato e' ancora decorato con la rosa dei venti originale.



Shanghai Municipal Stadium, Natatorium and Gymnasium

Fanno parte oggi del Jiangwan Sports Center. Lo stadio ospito' i primi giochi nazionali che si tennero nel 1935.






Shanghai Municipal Library

L'edificio che doveva ospitare la Shanghai Municipal Library non fu mai completato. Per molti anni, fino al 2008, ha ospitato la biblioteca della Tongji Middle School e dopo di che' e' caduto nel dimenticatoio. Nel 2017, dopo tre anni di restauro, e' stata riaperta come Yangpu District Library. I lavori di ristrutturazione hanno seguito in gran parte i progetti originali e le tegole in ceramica sono state prodotte a Yixing come previsto da Dong Dayou. La biblioteca oggi ospita 650.000 volumi e ha 650 posti a sedere. Comprende anche una sala espositiva dedicata alla storia della biblioteca.


China Civil Aviation Association Building

L'edificio piu' peculiare tra quelli progettati da Dong e' certamente quello per la China Civil Aviation Association. Per meglio apprezzare la sua forma a aeroplano, bisogna salire ai piani alti del Changhai Hospital.



Korea del Sud | Jeju Island | Jeju Olle Trail - Giorno 3

Partenza: Sehwa Beach
Arrivo: Gwangchigi Beach
Distanza giornaliera percorsa: 32,1 km


(tratto arancione)

Subito dopo la partenza si arriva alla fine della sezione 20 e al museo dedicato alle Haenyeos, le donne-sirena che a Jeju vengono celebrate un po' dappertutto. Le haenyeos sono pescatrici, rigorosamente donne, che da secoli sono impegnate nella raccolta di tutto cio' che e' commestibile e che si aggira intorno alle rocce laviche della costa. Le haenyeos si immergono senza bombole fino a 20 m di profondita' e raccolgono alghe, frutti di mare, polpi, armate solamente di rudimentali strumenti di pesca. Molte di queste signore hanno piu di 60 anni e sono organizzate in cooperative che condividono la pesca e i profitti. Oggi si contano circa 5000 haenyeos in tutta Jeju (erano circa 30.000 negli anni '50). Lungo la sezione 21, dopo il Malmi Oreum, si incontra un ristorante molto informale gestito da una di queste cooperative, specializzato in piatti (non piccanti!) a base di riso, abalone (un muscolo tipo le ostriche) e vongole.
La sezione 21 incontra in piu' punti il Byeolbangjin, una fortificazione risalente all'inizio del 1500, costruito per difendersi dagli attacchi dei giapponesi (un leitmotiv da queste parti...). Percorrendo questa sezione si passa anche da uno dei punti piu' panoramici del percorso: il Jimi Peak. Dalla cima e' possibile ammirare a 360 gradi il panorama circostante, con il mare, i campi coltivati, e gli oreum.
La 21 e' ufficialmente l'ultima del Jeju Olle Trail (ma evidentemente non per noi). Poiche' l'inizio della sezione 1 e' isolato rispetto al percorso circolare, abbiamo camminato il primo tratto in senso contrario per poi ricollegarci al percorso originale. Il primo tratto porta in cima al Al Oreum e al Malmi Oreum. E' questo il primo tratto di Jeju Olle che nel 2007 spinse un gruppo di persone a impegnarsi alla creazione di quello che oggi e' un anello di 400 km.

Dopo aver ripreso il percorso costiero, si arriva a Seongsan, passando prima per il porto e poi per la cittadina. Benche' non incluso nell'Olle Trail, abbiamo aggiunto la salita al Seongsan Illchul-Bong, un oreum (cratere creatosi in conseguenza di una eruzione vulcanica, in questo caso sotterranea e avvenuta 5000 anni fa) di 182 m di altezza e 600 m di larghezza molto visitato dai turisti che rappresenta uno dei simboli di Jeju. La conca e' oggi riempita da una fitta vegetazione che comprende più di 220 tipi di piante, tra cui 6 rare. L'oreum rende sicuramente di piu' dalle foto aeree ma e' comunque una formazione naturale molto particolare e la salita e' sicuramente consigliata.
La sezione 1 continua lungo la costa per arrivare a Gwangchigi Beach e alla fine di questa nostra prima parte di Olle Trail! Ci mancano ancora 295 km!















Korea del Sud | Jeju Island | Jeju Olle Trail - Giorno 2

Partenza: Hamdeok Beach
Arrivo: Sehwa Beach
Distanza giornaliera percorsa: 32,6 km


(tratto viola)

Il secondo giorno inizia dalla spiaggia di Hamdeok per subito salire sul Seowoo Peak, il primo della giornata. Il secondo sara' Beollujin Dongsan, prima della fine della sezione.
La sezione 20 e' quasi tutta lungo la costa e passa da Woljeong, un villaggio con spiaggia e piacevoli bar e ristoranti affacciati sul mare. Il nostro obiettivo per la giornata e' Sehwa Beach, un piccolo porto con faro. Il villaggio e' poco turistico ma e' possibile trovare qualche guesthouse e qualche ristorante (attenzione perche' chiudono presto).













Korea del Sud | Jeju Island | Jeju Olle Trail - Giorno 1

Partenza: Jeju International Airport
Arrivo: Hamdeok Beach
Distanza giornaliera percorsa: 36,1 km


(tratto verde)

Il nostro Jeju Olle Trail inizia direttamente dall'aeroporto. Dopo aver recuperato il passaporto per raccogliere i timbri prenotato attraverso la pagina Facebook dell'associazione (https://www.facebook.com/jejuolletrail/), abbiamo inforcato il percorso pedonale che dall'aeroporto va a Jeju City. Una volta arrivati sulla costa abbiamo preso l'ultima parte della sezione 17 del Jeju Olle, in direzione Est. Completeremo la sezione 17 alla fine del nostro Jeju Olle Trail.
Questa parte di sezione 17 attraversa Jeju City, prima lungo la costa per poi arrivare alla Ganse Lounge, gestita direttamente dall'associazione del Jeju Olle Trail, dove sono in vendita souvenir dedicati al percorso.
Da qui inizia la sezione 18: la parte urbana del percorso attraversa il Dongmun Market (dove e' possibile acquistare innocui kimbap per pranzo) per poi uscire dalla citta' e portarci al primo oreum, il Wondang Peak, che ospita un tempio (per raggiungere il tempio bisogna deviare temporaneamente dal percorso).
La sezione 19 inizia con un monumento dedicato alla resistenza contro l'invasione giapponese (1910-1945) e al massacro del 3 aprile 1948. Il 3 aprile 1948 e' la data formale con cui si ricorda il periodo di vera e propria guerriglia che contrappose per un anno, fino al maggio 1949, i sostenitori di una Korea unita (rappresentati al partito dei lavoratori particolarmente forte a Jeju) e il governo koreano, a favore invece di una divisione formale al 38imo parallelo. Tra il 1948 e il 1949 si stima siano state uccise a Jeju, ad opera del governo sud-koreano e anche grazie all'indifferenza degli americani che sull'isola governavano in nome dell'ONU, tra le 30.000 e le 60.000 persone, per la cui morte solo recentemente il governo di Seoul ha riconosciuto la responsabilita'.
L'obiettivo di oggi e' Hamdeok Beach, 6 km dall'inizio di questa sezione. Hamdeok offre molte opzioni di alloggio e ristoranti ed e' la prima vera localita' turistica che incontriamo lungo l'Olle Trail.