Cina | Zhejiang | Hangzhou | Trekking tra le piantagioni di te' Longjin

9 settembre 2020 | | |

Hangzhou e' famosa per il Lago Occidentale, ma in Cina lo e' altrettanto per essere la patria del te' Longjin (龙井茶, lett. pozzo del drago), uno dei piu' rinomati e incluso nella lista di te' imperiali (Gong Cha).






Il Longjin cresce sulle colline a ovest del Lago Occidentale, nella zona che comprende anche il Tempio Lingyin e il Feilai Peak. Chiaramente, il villaggio che fa da centro di produzione di questo te' si chiama Longjin Village (dove si trova anche il famoso "pozzo del drago") e comprende circa 800 ettari di terreni coltivati. Come a Wuyishan, anche qui c'e' un recinto con le otto piante piu' antiche di Longjin, che si dice abbiano almeno 250 anni (!).




Si tratta di un te' verde tostato a mano con l'utilizzo di una sorta di padella. La tostatura e' indispensabile nella produzione del te' verde perche' impedisce l'ossidazione delle foglie e quindi le mantiene verdi (i te' parzialmente ossidati sono gli oolong, quelli totalmente ossidati sono i te' neri, o rossi come si dice in cinese). Il te' Longjin e' uno dei piu' ricchi in catechine, un prezioso antiossidante.

Il Longjin e' classificato in 6 categorie di qualita': qualita' superiore e poi qualita' 1-5, dove 5 e' il livello piu' basso. I te' di qualita' migliore hanno foglie intatte e minute, uniformi nel colore e nell'apparenza. Quando ancora secche, le foglie di te' superiore sono piatte e di un colore verde chiaro. Quando infuse, le foglie migliori "ballano" nel bicchiere e scendono perpendicolarmente.

Un te' per essere legittimamente di tipo Longjin deve arrivare dallo Zhejiang (la provincia di Hangzhou) e possibilmente dalla zona di Hangzhou. Meglio ancora se viene dalla zona del Lago Occidentale. Ovviamente piu' vicino e' a questa zona, piu' un te' e' caro. Molti te' Longjin in circolazione pero' sono in realta' in tutto o in parte coltivati in Yunnan, Guizhou, Sichuan e Guangdong.

Il te' prodotto nella zona del Lago Occidentale e' classificato in base all'area di provenienza. La zona piu' pregiata e' quella intorno al Lion Peak, poi viene il Dragon Peak, il Cloud Peak, il Tiger Peak e il Plumb Flower Peak. Il Longjin di Anji invece non e' un vero Longjin, anche se ci assomiglia: il suo nome e' in realta' Bai Pian ed e' un te' bianco in realta'. Il Longjin vero meno caro e' invece il Qiantang Longjin, prodotto con piante appena fuori dalla zona del Lago Occidentale.





Al di la' del te', la zona di coltivazione e' particolarmente ben tenuta e adatta per camminare nella natura. I percorsi sono ben segnati e per la maggior parte lastricati. Uno dei punti migliori per partire e' il China National Tea Museum, nel villaggio di Shuangfeng. Il parco e' gratuito, ad eccezione degli ingressi a pagamento ai Feilai Peak Park, nei pressi del Lingyin temple, ma se non si passa dall'ingresso non c'e' bisogno del biglietto. Gli alloggi nella zona sono moltissimi e per la maggior parte a gestione famigliare. Moltissime le case da te', ovviamente, e le tavole calde.

Cina | Jiangsu | Weekend a Nanchino

31 agosto 2020 |

Nanchino (南京, Nanjing, capitale meridionale) e' la capitale della provincia del Jiangsu e una popolazione urbana di 6 milioni di abitanti. Nanchino ha sempre avuto una grande importanza ed e' stata scelta come capitale da molte dinastie cinesi, tra cui i Ming. In particolare e' stata capitale della Cina nazionalista durante il governo repubblicano del Kuomintang, periodo che ha fortemente influenzata la sua struttura urbana. E' inoltre tristemente nota per essere stata lo scenario del massacro di Nanchino: nel 1937, in meno di tre mesi l'esercito giapponese che assediava la citta' uccise tra le 200 e le 300 mila persone, oltre a violentarne almeno 20.000.

Nanchino e' oggi riconosciuta come la capitale culturale della Cina. Ospita il Museo di Nanchino, uno dei piu' ricchi del paese, e i principali teatri di opera Kunqu.

Zona del Fuzimiao

Il tempio di Confucio Fuzimiao si trova nell'area pedonale lungo il fiume Qinhaui. E' oggi una zona pedonalizzata ricostruita nello stile dell'epoca e molto turistica. Il tempio fu costruito per la prima volta nel 384 durante la dinastia Jin in quello che era gia' all'epoca un centro universitario di primaria importanza. Fu poi distrutto e ricostruito nel 1034 durante la dinastia Song. Fu convertito in Universita' Imperiale nel 1365 ed era qui che si tenevano i severissimi esami che permettevano l'ingresso a corte come mandarini.




Xuanwu Lake

Il lago piu' grande di Nanchino e' lo Xuanwu Lake. Comprende 5 isolotti collegati tra loro e alla riva da ponti e passerelle alberate. Nei secoli fu usato come area riservata di caccia per l'imperatore e come spazio per le esercitazioni militari. Oggi e' un'area verde pubblica e include una passeggiata che circumnaviga il lago (15 km) e ampie zone verdi. Il lago e' usato per attivita' sportive acquatiche come la vela, la canoa e le dragon boat.



Mura della citta'

Nanchino presenta ancora una cinta muraria voluta inizialmente dall'imperatore Hongwu (1328-1398), fondatore della dinastia Ming e per la cui volonta' Nanchino ne divenne la capitale a partire dal 1368. La cinta muraria di Nanchino si dice fosse la piu' lunga mai costruita in Cina e racchiudeva circa 55 km2 di citta'.

Oggi i tratti delle mura ancora in piedi sono molti e gran parte di essi sono percorribili.



Palazzo Presidenziale

Il palazzo presidenziale di Nanchino occupa un'area gia' scelta dalle dinastie Ming e Qing per uffici governativi. Nel 1853 e' qui che Hong Xiuquan, a capo della Ribellione dei Taiping, scelse come sede ma il palazzo fu distrutto poi dalle forze dei Qing quando nel 1894 ripresero possesso della citta'. Il nuovo palazzo, costruito nel 1870 era in stile neoclassico.

La Xinhai Revolution del 1911 porto' Sun Yat Sen nel palazzo. Sun Yat Sen, considerato il padre della Cina moderna, fu il primo leader del Kuomingtang (partito nazionalista cinese) e fu sotto il suo comando che la dinastia Qing termino' definitivamente il suo corso. Fu in realta' il suo successore, Chiang Kai-shek, a unificare veramente il paese ma e' a Sun che si deve l'introduzione di concetti come socialismo e benessere. Ma fu anche Chiang Kai-shek a fuggire nel 1937 a Chongqing con il governo e a lasciare Nanchino nelle mani dei giapponesi. 

Il palazzo presidenziale fu nuovamente ripreso dai nazionalisti nel 1945, dopo la sconfitta dei giapponesi, e fu stabilita li' la sede del governo nazionalista della Repubblica di Cina, fino all'aprile 1949 quando i comunisti presero Nanchino e il governo di Chiang si esilio' a Taipei.



Zijin Mountain

Il parco dello Xuanwu Lake e' collegato a est con la zona verde della Montagna Zijin (448 m). L'area della montagna, un parco di 20 km2, e' conosciuto come Zhongshan Mountain Scenic Area ed e' oggi un parco pubblico ben attrezzato ricco di percorsi, attrattive turistiche e aree di ristoro. Tra le attrattive turistiche principali, ci sono il Mausoleo di Sun Yat Sen (del 1926), le tombe Ming e la pagoda Linggu. La cima di Zijin Shan e' raggiungibile anche in funivia.








Cina | Gansu | Dunhuang e le grotte di Mogao

25 agosto 2020 | |

Duhuang e' stato un punto essenziale della Via della Seta ed e' oggi una localita' turistica famosa per il deserto ma soprattutto per le Grotte di Mogao. Non appartiene propriamente allo Hexi Corridor, trovandosi geograficamente oltre il passo di Jiayu, che segnava appunto la porta all'impero celeste. A Dunhuang convergevano le vie che collegavano l'India alla Mongolia via Lhasa e la Siberia meridionale. La storia di Dunhuang risale a ben prima pero': reperti archeologici hanno dimostrato che la zona era abitata gia' nel 2000 a.C. La sua importanza militare risale invece al II sec. a.C., quando fu stabilito qui un posto di controllo a protezione dello Hexi Corridor.

Crescent Lake e Singing Sand Dunes


Il Crescent Lake (cosi' chiamato per la forma a mezza luna) e' un'oasi pochi chilometri a sud dell'attuale citta' di Dunhuang. E' particolarmente suggestivo grazie anche alle alte dune "da cartolina" che lo circondano e che sono famose per "suonare" con il vento (o meglio se un gran numero di persone le scende a mo' di scivolo). Le dune "da cartolina" non sono comuni nel deserto del Gobi, di cui fa parte questa zona. Per questo motivo questa porzione di deserto e' chiamato Kumtag Desert (lett. deserto delle montagne di sabbia). In realta' non e' chiaro se il Kumtag Desert faccia parte del deserto del Gobi (a est) o del Taklamakan (a ovest), entrambi deserti freddi.








Grotte di Mogao


Dalla Via della Seta passo' il Buddhismo, in viaggio dall'India verso l'Estremo Oriente. I primi luoghi di culto risalgono al IV sec. d.C. e si sono poi sviluppati in quello che oggi e' conosciuto come il complesso delle grotte di Mogao, che ne conta ad oggi 725 (erano probabilmente piu' di mille). All'interno delle grotte sono stati rinvenuti oggetti appartenenti a piu' religioni, a dimostrazione della grande varieta' di persone che passavano da questo importante punto di snodo.
Le grotte di Mogao sono oggi un complesso turistico molto frequentato. I biglietti, acquistabili online con al massimo un mese di anticipo, sono divisi per leggere: i biglietti A sono quelli piu' completi e ambiti (ma si limitano a 3000 ingressi al giorno), comprendono i due video iniziali e 8 grotte; i biglietti B (6000 al giorno) sono limitati a 4 grandi grotte, senza visita guidata; i biglietti C consentono l'accesso ai solo video iniziali. Gli stranieri non possono acquistare i biglietti via internet ma solo sul posto su presentazione del passaporto, ma in compenso ogni giorno un certo numero di biglietti sono riservati ai non-cinesi e quindi e' raro doversi accontentare dei biglietti B o C. I video iniziali sono due: il primo offre un'introduzione molto romanzata sulla Via della Seta storica; il secondo e' proiettato in una sala tipo IMAX e permette di "visitare" virtualmente alcune grotte non accessibili. Un pulmino porta poi alle grotte vere e proprie, a una decina di chilometri di distanza. Le grotte sono posizionate su piu' livelli e sono accessibili grazie a corridoi esterni. La visita e' rigorosamente guidata e le guide sono molto preparate. Le grotte sono in gran parte molto piccole e poco illuminate, ma le guide sono dotate di torce.
La grande attrattiva qui sono i murales, databili dal VIII sec. in avanti. I murales precedenti (il sito e' in uso dal IV sec.) sono stati coperti nei secoli da opere piu' recenti o sono andati persi. A differenza delle grotte di Yulin, quelle di Mogao presentano colori in alcuni punti piu' ossidati (anneriti). La causa e' dovuta principalmente all'ampio utilizzo di colori a base di piombo, che con il tempo si sono anneriti. A Yulin questo e' avvenuto raramente perche' i murales sono successivi ed era passata la moda dei colori a base di piombo.
Le statue invece sono invece risalenti nel XVIII sec., nel senso che a quell'epoca vennero o realizzate completamente oppure vennero restaurate quelle originali, ma in maniera molto invasiva e per nulla conservativa, rappresentano quindi la parte meno di valore del sito. I murales invece hanno in gran parte mantenuto le forme originali.
La grotta piu' famosa e' forse una delle piu' piccole, a cui si accede dalla sala principale di Mogao, quella che contiene il Buddha gigante (35.5 m), quasi interamente risalente a dinastie relativamente recenti, tranne i piedi. E' il Buddha protetto dalla struttura a pagoda che si vede in tutte le immagino di Mogao. La stanzina n. 17, sul lato destro dell'entrata, e' conosciuta come Biblioteca Segreta e fu scoperta per caso a inizio '900: conteneva qualcosa come 70.000 testi sacri (buddhisti indiani, tibetani, centroasiatici) che i frati che custodivano il sito avevano accatastato nei decenni e poi murato per non farli scoprire. Lo scopritore, il custode di Mogao dell'epoca, tento' di informare i governanti locali che pero' non gli diedero retta. Lui quindi si rivolse ad archeologi europei, che per qualche centinaio di sterline ne acquistarono circa 60.000. Ora si trovano un po' in tutto il mondo, tranne una piccola parte che e' stata lasciata in Cina, ora in alcuni musei nazionali. Recentemente i documenti sono stati raccolti in un progetto di digitalizzazione che permette a tutti gli studiosi di accedervi, ma gli originali restano nei rispettivi musei di chi, all'epoca, li acquisto'. Discutibile. Il progetto si chiama International Dunhuang Project (http://idp.bl.uk/) ed e' stato fondato nel 1994, comprende 22 istituti di ricerca in 12 paesi e ha un catalogo di piu' di 130.000 testi e 500.000 immagini in altissima risoluzione.
Le grotte di Mogao non sono fotografabili ma online sono disponibili alcuni siti che le hanno digitalizzate, almeno in parte. Uno di questi e' https://www.e-dunhuang.com/ e comprende anche alcune grotte di Yulin.




Yumen Pass


Yumen (lett. Porta di Giada) rappresentava l'inizio dell'impero celeste in un'epoca ancora precedente alla muraglia di Jiayuguan: gli Han Occidentali infatti si erano spinti fino a qui e avevano costruito, tra il 202 e il 9 a.C., un passo che gestisse gli ingressi e le uscite. Oggi c'e' poco di quello che all'epoca doveva essere un avamposto militare molto importante, ma i resti sono comunque affascinanti soprattutto perche' non sono stati ristrutturati. Si puo' vedere il magazzino delle scorte alimentari, una parte della fortezza e soprattutto quello che rimane delle mura, realizzate in terra e stoppie. Probabilmente erano alte piu' di 5 m all'epoca ma quello che rimane oggi ha comunque un suo sapore di antico.





Yang Pass


Poco piu' a sud dello Yumen Pass si trovava lo Yang Pass (lett. Porta del Sole), realizzato durante il regno dell'Imperatore Wu della dinastia degli Han Occidentali intorno al 120 a.C. In questo caso la fortezza in se' e' completamente sparita ma e' possibile vedere quello che e' considerato il primo bastione della muraglia Han, in qualche modo l'inizio occidentale del muro. Dove doveva trovarsi il passo invece oggi c'e' una grande valle sabbiosa che nasconde tanti reperti archeologici, soprattutto merci che passavano da qui con le carovane e che ancora oggi affiorano dalla sabbia in occasione di grandi tempeste.



Grotte di Yulin


Una valida integrazione alle grotte di Mogao sono le grotte di Yulin, a circa tre ore di auto a ovest di Dunhuang. Per raggiungerle si deve fare una deviazione dalla strada che collega Dunhuang a Jiayuguan ma ne vale la pena. Le grotte sono poco frequentate e quindi particolarmente piacevoli, inoltre le guide, che arrivano dallo stesso centro di studio di quelle di Mogao, sono molto preparate e, avendo meno turisti, possono offrire una visita piu' accurata. Le grotte sono leggermente successive a quelle di Mogao e, come si scriveva prima, non hanno tra i pigmenti utilizzati quelli a base di piombo: si sono quindi mantenute meglio e non presentano le macchie scure dovute all'ossidazione.
Anche in questo caso non e' possibile scattare foto all'interno ma il sito https://www.e-dunhuang.com/ permette di visualizzare alcune grotte in alta risoluzione.




Cina | Gansu | La muraglia di Jiuyaguan

23 agosto 2020 |

Jiayuguan e' una citta' del Gansu famosa per ospitare ancora oggi la prima fortezza della grande muraglia di epoca Ming che accoglieva i viaggiatori provenienti da Ovest. Era stato scelto questo luogo perche' rappresentava il punto piu' stretto dello Hexi Corridor (appena 6 km) e quindi era un passaggio obbligato per tutti quelli che volevano arrivare in Estremo Oriente. La sua costruzione risale a circa il 1372 ma fu irrobustita anche successivamente, soprattutto per timore delle incursioni di Timur (Tamerlano, che avevamo gia' potuto apprezzare qui), che pero' alla fine non attacco' mai la Cina perche' mori' sulla via.

Il passo era segnato da una fortezza trapezoidale con un perimetro di 733 m e 11 m di altezza. Era dotata di due porte, protette da torri. Sul lato nord e sul lato sud era collegata con la grande muraglia. Era protetta da un muro esterno, un muro interno e un fossato. Qui finiva l'impero celeste e a chi ne veniva bandito veniva imposto di uscire da questa fortezza per non farne piu' ritorno.

La leggenda racconta che il mattone solitario sopra una delle porte era quello che era avanzato una volta finiti i lavori. L'architetto infatti aveva predetto che avrebbe usato 99.999 mattoni. L'ufficiale incaricato dei lavori non si fido' dei calcoli cosi' precisi dell'architetto e ne fece produrre 100.000. Alla fine avanzo' proprio un mattone.

Oltre alla fortezza, a Jiayuguan si possono visitare i resti della muraglia vera e propria, a nord della citta', e il sito di quella che e' considerata la prima torretta di avvistamento, oggi ridotta a un rudere ma comunque affascinante.

Jiayuguan ospita anche migliaia di tombe delle dinastie Wei e Jin Occidentali (265-420 d.C.), decorate con affreschi e bassorilievi dedicati alla vita quotidiana dell'epoca.

La citta' in se' molto anonima e sfrutta poco il turismo che la attraversa (e' una tappa pressoché obbligata tra Zhangye e Dunhuang, considerando le distanze).

La fortezza di Jiayu
La fortezza di Jiayu
I resti della muraglia di epoca Ming
Quello che e' ritenuta la prima torre di avvistamento della muraglia Ming

Cina | Gansu | Zhangye e le formazioni rocciose di Danxia

23 agosto 2020 |

Zhangye e' una citta' piuttosto anonima dello Hexi Corridor ma e' famosa per il Zhangye National Park, un'area rocciosa di 322 km2, ai piedi delle Qilian Mountains.  Il parco e' conosciuto per i colori delle rocce, il risultato del deposito di pietra arenaria e minerali in un periodo stimato di 24 milioni di anni in un ripetersi di strati di sfumature diverse su piu' livelli, a causa dei movimenti delle placche tettoniche che a loro volta formarono l'Himalaya.


I parchi sono due: il Rainbow Mountain e il Binggou Geopark. Il primo e' appunto il piu' ricco di colline colorate, mentre il secondo e' punteggiato di pinnacoli di pietra rossa, anch'essi il risultato di millenni di erosioni e movimenti delle placche tettoniche.

I parchi vanno preferibilmente visitati al tramonto e all'alba (per questo motivo aprono presto e chiudono relativamente tardi), per approfittare meglio dei colori e subire meno il calore del sole, che a 1500 m di altitudine inizia ad essere insistente. Le opzioni per dormire non mancano ma forse la scelta migliore e' un campo di yurte (si chiama Kaoshan Tent) a pochi passi dall'ingresso del parco delle colline colorate, fornito di ristorante e servizio auto per andare a visitare il Binggou Geopark. Entrambi i parchi poi sono organizzati internamente con servizi di navette per spostarsi da una piattaforma panoramica all'altra.




Kaoshan Tent la sera, con le colline illuminate