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Sud-Est Asiatico | Il fanta-tour definitivo...!

20 settembre 2025 | | | |

E' ovvio che quando si viaggia e' meglio scegliere una zona circoscritta e concentrarsi su quella, per evitare lunghi spostamenti e, soprattutto, finire con un potpourri di destinazioni che poco hanno a che fare l'una con l'altra.

Se invece dovessi provare a immaginare un viaggio che raccolga il meglio del meglio del Sud-Est asiatico, per una volta senza porsi limiti di costo o di tempo, per me sarebbe cosi', con citta' e rispettivi hotel, parte integrante in molti casi della storia del posto. Chiaramente ci sono tante altre destinazioni intermedie che meritano, sicuramente anche tante localita' di mare (che pero' a noi non si addicono molto e quindi ignoriamo, molto spesso a torto ma tant'e'). Questo pero' vuole essere un viaggio appunto fantastico, da prendere come ispirazione, come aspirazione o, perche' no, alla lettera.

Tappa n. 1 - Vietnam - Hanoi

Partenza da Hanoi, capitale politica del Vietnam. Cosa vedere e cosa mangiare lo trovate qui. Dove dormire invece e' facile: Sofitel Legend Metropole Hanoi. Hotel storico per eccellenza, aperto nel 1901, offre servizio impeccabile e camere d'epoca (oltre a un'ala piu' recente). Joan Baez scrisse qui, durante un bombardamento americano, Blowing in the Wind (il bunker e' ancora visitabile).







Tappa n. 2 - Vietnam - Ho Chi Minh City

Si prosegue per l'altra "capitale" vietnamita, quella economica: Saigon / Ho Chi Minh City. Il suo Mekong offre occasioni di piacevoli pedalate sul suo delta, a poche ore dalla citta'. Qui cosa vedere. Qui di hotel ce ne sono due: il Continental, davanti all'Opera, e il Majestic. Il Continental e' affascinante (Graham Greene scrisse qui il suo The Quiet American) ma meno raffinato, con la sua corte centrale per le colazioni dove Terzani intervistava i suoi contatti durante la guerra. Il Majestic invece e' piu' esotico, con la terrazza sul Mekong, e anche meglio gestito.





Tappa n. 3 - Cambogia - Phnom Penh

Da Saigon la destinazione piu' logica e' Phnom Penh. La citta' e' relativamente poco interessante, ma significativa soprattutto se si vuole capire la differenza di gradi di sviluppo dei singoli paesi dell'ex-Indocina. Il Mekong scorre anche qui e la sera la passeggiata e' chiusa al traffico, cosa che in una citta' invasa dai motorini (e ora anche qualche macchina privata) e' un lusso. C'e' quell'entusiasmo da paese giovanissimo che spera sempre in meglio, un po' ingenuo ma si sa che l'entusiasmo e' contagioso. Visto che in citta' c'e' poco da vedere, vale la pena trattarsi bene e il Raffles Le Royal e' il meglio che si possa trovare in zona, probabilmente uno dei migliori hotel dell'intera penisola. Fu costruito negli anni '20 per ospitare i primi turisti che andavano a vedere Angkor Wat, quindi non resta che fare lo stesso e procedere per Siem Reap.





Tappa n. 4 - Cambogia - Angkor Wat

Siem Reap e' una tappa imperdibile di qualsiasi viaggio nel Sud-Est asiatico. E' affascinante come solo Angkor Wat sa esserlo (anche se poi in realta' non e' cosi' vecchio...!) e ora come allora offre quell'effetto giungla-che-si-riprende-quello-che-l'uomo-ha-cercato-di-domare che lascia sempre esterrefatti. Qui l'hotel del nostro fantastico viaggio non puo' essere che il Raffles Grand Hotel d'Angkor.




Tappa n. 5 - Laos - Luang Prabang

Da Siem Reap si puo' prendere uno dei pochi voli per la destinazione piu' isolata del nostro giro: Luang Prabang. E', a mio dire, la localita' piu' affascinante del Sud-Est asiatico. Con i suoi templi bianchi e i suoi monaci arancioni. E' difficile da raggiungere ma forse questo e' anche la sua fortuna. Anche qui scorre lento il Mekong, immenso fil-rouge di tanti avvenimenti e luoghi del Sud-Est asiatico. Di hotel ce ne sono molti anche qui, il piu' significativo a mio dire e' Satri House, ex residenza del Principe Rosso, ma non escludo che ci siano altre strutture altrettanto valide.






Il viaggio poi potrebbe proseguire verso Bangkok (qui c'e' il Mandarin Oriental per eccellenza) e Singapore (Raffles Hotel, quello originale con il Long Bar e le noccioline) ma il costo sarebbe troppo elevato anche per un fanta-tour. Ci sarebbe poi un'ultima destinazione, la Birmania, con la (ex) capitale Yangon (e lo Strand Hotel) e soprattutto con i templi di Bagan da vedere dall'alto in mongolfiera, ma in questo caso piu' che una questione di costo sarebbe una questione politica, con la speranza che ci si possa tornare a cuor leggero prima o poi (la Birmania e' comunque accessibile ai turisti, anche se i viaggi restano sconsigliati, con molte limitazioni di spostamenti e con tutti i dubbi di un viaggio in un paese in guerra con se stesso).




(Per trovare altri hotel storici e leggerne qualche accenno, consiglio l'ottimo sito https://famoushotels.org/

Vietnam | Cat Tien National Park by bike

20 settembre 2024 | |
 
Eravamo gia' andati a Saigon/Ho Chi Minh City per esplorare in mountain bike il delta del Mekong, questa volta, capitati ancora una volta a Saigon per qualche giorno, ne abbiamo approfittato per un giro di due giorni nel Cat Tien National Park, a 150 km a nord di Saigon.

Il parco (https://cattiennationalpark.com.vn/en/page-chu/) e' un parco nazionale riconosciuto come biosfera protetta dall'UNESCO dal 2001. Si estende per 720 km2 e rappresenta la piu' grande foresta tropicale a bassa altitudine del Vietnam. Il territorio, prima di diventare parco, era occupato prevalentemente dal popolo Ma, poi ricollocato nei villaggi a sud-ovest dell'area protetta.

La notorieta' del parco e' iniziata nel 1992 con la scoperta di una colonia di rinoceronti di Java e questo aveva favorito la creazione di un parco in senso moderno a partire dal 1998. Parti del parco avevano sofferto gravi danni durante la guerra del Vietnam, durante la quale vaste aree erano state danneggiate dai defoglianti erbicidi usati estensivamente dalle forze americane. Successivamente, soprattutto negli anni '80, la foresta fu indebitamente sfruttata per il legname.

Attualmente il 2% della foresta e' di origine primaria con imponenti dipterocarpus alatus. Gran parte della foresta e' invece secondaria o mista e conta diverse specie di alberi caducifoglie (durante la stagione secca). Alcune parti della foresta sono ricche di piante di bambu', soprattutto in quelle zone danneggiate dalla raccolta del legname e che sono state piu' in contatto con l'attivita' umana. Circa il 10% della foresta e' invece soggetta a inondazioni del fiume Dong Nai durante la stazione delle piogge.

La fauna locale include in particolare il gibbone dalle guance dorate (Nomascus gabriellae), una specie autoctona. Il parco include anche un centro dedicato agli orsi neri asiatici. Sono presenti anche colonie di elefanti asiatici. I rinoceronti di Java grazie ai quali il parco divenne famoso sono ormai estinti, o meglio, ne esiste una sola popolazione in natura, in Indonesia. Nel resto del sudest asiatico e' scomparso per un sommarsi di cause: i trofei di caccia al tempo delle colonie, la distruzione del suo habitat naturale a causa del napalm, i terremoti e gli tsunami che hanno devastato intere aree costiere in Indonesia, e soprattutto i bracconieri che hanno ucciso anche l'ultimo rinoceronte di Java a Cat Tien nel 2010 per sottrargli il corno, ritenuto miracoloso dalla medicina tradizionale cinese (da notare che il corno e' composto di sola cheratina).

Attualmente il parco e' ancora minacciato da attivita' illegali, quali il bracconaggio e la raccolta illecita di legname, e anche dai continui casi di conflitti tra uomo e animali selvatici (il parco e' troppo piccolo per permettere agli animali di trovare quello di cui hanno bisogno entro i suoi limiti senza mai sforarli).

Uno dei tanti luoghi di culto mariani del Vietnam meridionale
Galli da combattimento

Vietnam | Saigon

14 maggio 2023 |

Innanzitutto la data. Entriamo a Saigon (oggi Ho Chi Minh City, HCMC) il 30 aprile. E' il mio compleanno, ma soprattutto e' l'anniversario della fine della guerra del Vietnam (causalmente, nel 2019 eravamo a Hanoi nella stessa ricorrenza). O come la chiamano qui della guerra americana. Chiaramente sfruttata all'infinito a fini propagandistici, resta pur sempre una delle date piu' simboliche del XX secolo. 30 aprile 1975. I carri armati dei Vietcong entrano a Saigon e nel palazzo presidenziale (ora Palazzo dela Riunificazione). Gli americani, dopo essere rimasti impantanati in Vietnam per 20 anni, avevano infatti annunciato nel 1973 di togliere il sostegno al governo di Saigon e in poco tempo l'accerchiamento della citta' si risolve in una vittoria per Hanoi (e' imbarazzante quanto palesi siano i parallelismi con il recente passato). Il racconto e' ovviamente piu' complesso di cosi'. Meglio lasciare a chi c'era il compito di raccontare:


Conquistata dai francesi nel 1859 e nominata capitale della Cocincina e poi capitale della Repubblica del Vietnam dal 1956 al 1975, Saigon (9 mln abitanti) oggi e' una citta' romantica e esotica quasi solo nel nome. Offre scorsi affascinanti (affascinanti per un occidentale nostalgico sempre alla ricerca dei lasciti del colonialismo, ma forse per i locali sono un po' meno affascinanti e sicuramente poco moderni), come la cattedrale di Notre Dame, il Palazzo delle Poste e soprattutto l'agglomerato Teatro dell'Opera, Hotel Continental e Hotel Caravelle, per il loro significato storico e per l'architettura che hanno lasciato. E' una citta' che sta crescendo, come si puo' vedere dal numero di motorini. Le persone hanno apparentemente fiducia e molto probabilmente hanno ragione. E' una citta' relativamente ordinata, con ampi viali e passeggiata sul lungo fiume d'ordinanza. Hanoi (di cui abbiano scritto qui e qui) resta la nostra preferita ma Saigon e' da visitare, se non altro per vedere un Vietnam piu' moderno e forse piu' realistico. 

Palazzo del Comitato del Popolo (Municipio) (1901)


Hotel Continental
Posta Centrale (1886)
Teatro dell'Opera (1897)
Palazzo della Riunificazione

Vietnam | Delta del Mekong in bicicletta

13 maggio 2023 | | |

Il Mekong e' uno dei grandi fiumi d'Asia e del mondo. Il fiume, con i suoi 4909 km, e il suo ecosistema rappresentano il perno intorno al quale vivono milioni di persone. 60 milioni solo nel suo corso meridionale, attraverso quella che storicamente si chiamava Indocina. Nasce, tanto per cambiare, dal Plateau Tibetano e nel tratto cinese si chiama Lancang. Anche in questo tratto gioca un ruolo determinante ed e' proprio in questo tratto che le dighe ne minacciano maggiormente la sua stabilita', non solo nel corso settentrionale, ma anche in quello meridionale, come abbiamo gia' raccontato parlando del Tonle Sap, in Cambogia.

Il Delta del Mekong si estende a sud di Saigon, versione romantica e esotica della di fatto moderna Ho Chi Minh City. E' una zona pianeggiante, particolarmente fertile, dedita prevalentemente all'agricoltura. L'ideale e' girarla in bicicletta alternando pedalate lungo strette ma comode piste costeggiate da verde lussureggiante a tratti in barca.

Storicamente il Delta del Mekong apparteneva alla Cambogia. Fino al XVIII secolo infatti la zona era conosciuta con il nome di Kampuchea Krom (Cambogia inferiore) e l'etnia maggioritaria era quella khmer. Ancora oggi in questa zona vivono grandi gruppi di khmer krom, ormai di cittadinanza vietnamita ma che condividono con i cambogiani molte tradizioni e buona parte della lingua. Purtroppo questi gruppi etnici continuano a subire grandi pressioni affinche' si assimilino al resto del Vietnam (viene imposto ad esempio l'uso di cognomi vietnamiti) e discriminazioni.

Con la fine della guerra del Vietnam il 30 aprile 1975, il nuovo governo comunista reagi' innanzitutto collettivizzando l'agricoltura. La produzione di riso del Delta, fino ad allora abbondante, subi' un drastico calo e favori' lo sviluppo di un mercato nero di prodotti agricoli. Nel 1986 questa politica venne finalmente accantonata e il Delta ha ripreso a produrre grandi quantita' di riso.

Semplificando, questa zona fu la rovina di Pol Pot: preso da una smania di conquista e potere, all'apoteosi della sua folle ideologia, tento' di riappropriarsi del Delta. I vietnamiti, che non potevano ignorare l'affronto, reagirono una volta per tutte e respinsero l'esercito dei khmer rossi, arrivarono a Phnom Penh e rovesciarono definitivamente il regime sanguinario il 25 dicembre 1978. Paradossale sia stato necessario un affronto diretto di Pol Pot al potere altrui per scatenare una reazione internazionale.

Al di la' della sua storia e delle sfide ambientali, l'ambiente del Delta e' molto piacevole e merita una visita lenta, cosi' come e' lenta la vita dei suoi abitanti. I campi di riso si alternano a piantagioni di frutta esotica e alla foresta. Le case sono basse e diradate e gli alloggi per turisti si affacciano direttamente sui mille corsi d'acqua che costituiscono il delta. Un paesaggio perfetto per essere scoperto in bicicletta (senza salite!).








Vietnam | Ritorno a Hanoi

15 maggio 2019 |
[Per altro su Hanoi, leggi qui e qui]