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Cina | Hebei | Shanhaiguan | Dove la Grande Muraglia incontra il mare

27 maggio 2021 | |

La Grande Muraglia corre per centinaia e centinaia di chilometri su e giu' per le montagne e attraverso i deserti occidentali, ma si tiene sempre a grande distanza del mare, anche perche' le dinastie che l'hanno nei secoli allungata ed estesa temevano incursioni dal nord, non dal mare. C'e' pero' un punto in cui la Grande Muraglia finisce (o inizia?) nel mare di Bohai, quella parte di Mar Giallo settentrionale oltre la citta' di Dalian.








Il punto preciso dove la Muraglia entra nel mare e' Laolongtou (老龙头, Testa del vecchio drago) ed e' li' dove la muraglia di epoca Ming (pero' in una ricostruzione del XX secolo) si affaccia sul Bohai. Il muro originale fu costruito in questa posizione all'epoca dell'Impratore Hongwu (1368-1398), rafforzato nei secoli, poi finire distrutto durante la Ribellione dei Boxer nel 1900 ad opera dell'Alleanza delle Otto Nazioni (tra cui l'Italia).

Per arrivarci la stazione "fatta apposta" e' Shanhaiguan (山海关), a poco piu' di un'ora di treno da Tianjin. Appena fuori dalla stazione, a nord, vale la pena visitare il cosiddetto Primo Passo sotto il Cielo (天下第一关), circondato da un'area urbana piuttosto piacevole composta da edifici bassi in stile tradizionale. Laolongtou invece si trova a una decina di chilometri dalla stazione ed e' raggiunbile con l'autobus n. 25 oppure in taxi.

Cina | Gansu | Dunhuang e le grotte di Mogao

25 agosto 2020 | | |

Duhuang e' stato un punto essenziale della Via della Seta ed e' oggi una localita' turistica famosa per il deserto ma soprattutto per le Grotte di Mogao. Non appartiene propriamente allo Hexi Corridor, trovandosi geograficamente oltre il passo di Jiayu, che segnava appunto la porta all'impero celeste. A Dunhuang convergevano le vie che collegavano l'India alla Mongolia via Lhasa e la Siberia meridionale. La storia di Dunhuang risale a ben prima pero': reperti archeologici hanno dimostrato che la zona era abitata gia' nel 2000 a.C. La sua importanza militare risale invece al II sec. a.C., quando fu stabilito qui un posto di controllo a protezione dello Hexi Corridor.

Crescent Lake e Singing Sand Dunes


Il Crescent Lake (cosi' chiamato per la forma a mezza luna) e' un'oasi pochi chilometri a sud dell'attuale citta' di Dunhuang. E' particolarmente suggestivo grazie anche alle alte dune "da cartolina" che lo circondano e che sono famose per "suonare" con il vento (o meglio se un gran numero di persone le scende a mo' di scivolo). Le dune "da cartolina" non sono comuni nel deserto del Gobi, di cui fa parte questa zona. Per questo motivo questa porzione di deserto e' chiamato Kumtag Desert (lett. deserto delle montagne di sabbia). In realta' non e' chiaro se il Kumtag Desert faccia parte del deserto del Gobi (a est) o del Taklamakan (a ovest), entrambi deserti freddi.








Grotte di Mogao


Dalla Via della Seta passo' il Buddhismo, in viaggio dall'India verso l'Estremo Oriente. I primi luoghi di culto risalgono al IV sec. d.C. e si sono poi sviluppati in quello che oggi e' conosciuto come il complesso delle grotte di Mogao, che ne conta ad oggi 725 (erano probabilmente piu' di mille). All'interno delle grotte sono stati rinvenuti oggetti appartenenti a piu' religioni, a dimostrazione della grande varieta' di persone che passavano da questo importante punto di snodo.
Le grotte di Mogao sono oggi un complesso turistico molto frequentato. I biglietti, acquistabili online con al massimo un mese di anticipo, sono divisi per leggere: i biglietti A sono quelli piu' completi e ambiti (ma si limitano a 3000 ingressi al giorno), comprendono i due video iniziali e 8 grotte; i biglietti B (6000 al giorno) sono limitati a 4 grandi grotte, senza visita guidata; i biglietti C consentono l'accesso ai solo video iniziali. Gli stranieri non possono acquistare i biglietti via internet ma solo sul posto su presentazione del passaporto, ma in compenso ogni giorno un certo numero di biglietti sono riservati ai non-cinesi e quindi e' raro doversi accontentare dei biglietti B o C. I video iniziali sono due: il primo offre un'introduzione molto romanzata sulla Via della Seta storica; il secondo e' proiettato in una sala tipo IMAX e permette di "visitare" virtualmente alcune grotte non accessibili. Un pulmino porta poi alle grotte vere e proprie, a una decina di chilometri di distanza. Le grotte sono posizionate su piu' livelli e sono accessibili grazie a corridoi esterni. La visita e' rigorosamente guidata e le guide sono molto preparate. Le grotte sono in gran parte molto piccole e poco illuminate, ma le guide sono dotate di torce.
La grande attrattiva qui sono i murales, databili dal VIII sec. in avanti. I murales precedenti (il sito e' in uso dal IV sec.) sono stati coperti nei secoli da opere piu' recenti o sono andati persi. A differenza delle grotte di Yulin, quelle di Mogao presentano colori in alcuni punti piu' ossidati (anneriti). La causa e' dovuta principalmente all'ampio utilizzo di colori a base di piombo, che con il tempo si sono anneriti. A Yulin questo e' avvenuto raramente perche' i murales sono successivi ed era passata la moda dei colori a base di piombo.
Le statue invece sono invece risalenti nel XVIII sec., nel senso che a quell'epoca vennero o realizzate completamente oppure vennero restaurate quelle originali, ma in maniera molto invasiva e per nulla conservativa, rappresentano quindi la parte meno di valore del sito. I murales invece hanno in gran parte mantenuto le forme originali.
La grotta piu' famosa e' forse una delle piu' piccole, a cui si accede dalla sala principale di Mogao, quella che contiene il Buddha gigante (35.5 m), quasi interamente risalente a dinastie relativamente recenti, tranne i piedi. E' il Buddha protetto dalla struttura a pagoda che si vede in tutte le immagino di Mogao. La stanzina n. 17, sul lato destro dell'entrata, e' conosciuta come Biblioteca Segreta e fu scoperta per caso a inizio '900: conteneva qualcosa come 70.000 testi sacri (buddhisti indiani, tibetani, centroasiatici) che i frati che custodivano il sito avevano accatastato nei decenni e poi murato per non farli scoprire. Lo scopritore, il custode di Mogao dell'epoca, tento' di informare i governanti locali che pero' non gli diedero retta. Lui quindi si rivolse ad archeologi europei, che per qualche centinaio di sterline ne acquistarono circa 60.000. Ora si trovano un po' in tutto il mondo, tranne una piccola parte che e' stata lasciata in Cina, ora in alcuni musei nazionali. Recentemente i documenti sono stati raccolti in un progetto di digitalizzazione che permette a tutti gli studiosi di accedervi, ma gli originali restano nei rispettivi musei di chi, all'epoca, li acquisto'. Discutibile. Il progetto si chiama International Dunhuang Project (http://idp.bl.uk/) ed e' stato fondato nel 1994, comprende 22 istituti di ricerca in 12 paesi e ha un catalogo di piu' di 130.000 testi e 500.000 immagini in altissima risoluzione.
Le grotte di Mogao non sono fotografabili ma online sono disponibili alcuni siti che le hanno digitalizzate, almeno in parte. Uno di questi e' https://www.e-dunhuang.com/ e comprende anche alcune grotte di Yulin.




Yumen Pass


Yumen (lett. Porta di Giada) rappresentava l'inizio dell'impero celeste in un'epoca ancora precedente alla muraglia di Jiayuguan: gli Han Occidentali infatti si erano spinti fino a qui e avevano costruito, tra il 202 e il 9 a.C., un passo che gestisse gli ingressi e le uscite. Oggi c'e' poco di quello che all'epoca doveva essere un avamposto militare molto importante, ma i resti sono comunque affascinanti soprattutto perche' non sono stati ristrutturati. Si puo' vedere il magazzino delle scorte alimentari, una parte della fortezza e soprattutto quello che rimane delle mura, realizzate in terra e stoppie. Probabilmente erano alte piu' di 5 m all'epoca ma quello che rimane oggi ha comunque un suo sapore di antico.





Yang Pass


Poco piu' a sud dello Yumen Pass si trovava lo Yang Pass (lett. Porta del Sole), realizzato durante il regno dell'Imperatore Wu della dinastia degli Han Occidentali intorno al 120 a.C. In questo caso la fortezza in se' e' completamente sparita ma e' possibile vedere quello che e' considerato il primo bastione della muraglia Han, in qualche modo l'inizio occidentale del muro. Dove doveva trovarsi il passo invece oggi c'e' una grande valle sabbiosa che nasconde tanti reperti archeologici, soprattutto merci che passavano da qui con le carovane e che ancora oggi affiorano dalla sabbia in occasione di grandi tempeste.



Grotte di Yulin


Una valida integrazione alle grotte di Mogao sono le grotte di Yulin, a circa tre ore di auto a ovest di Dunhuang. Per raggiungerle si deve fare una deviazione dalla strada che collega Dunhuang a Jiayuguan ma ne vale la pena. Le grotte sono poco frequentate e quindi particolarmente piacevoli, inoltre le guide, che arrivano dallo stesso centro di studio di quelle di Mogao, sono molto preparate e, avendo meno turisti, possono offrire una visita piu' accurata. Le grotte sono leggermente successive a quelle di Mogao e, come si scriveva prima, non hanno tra i pigmenti utilizzati quelli a base di piombo: si sono quindi mantenute meglio e non presentano le macchie scure dovute all'ossidazione.
Anche in questo caso non e' possibile scattare foto all'interno ma il sito https://www.e-dunhuang.com/ permette di visualizzare alcune grotte in alta risoluzione.




Cina | Gansu | La muraglia di Jiuyaguan

23 agosto 2020 | |

Jiayuguan e' una citta' del Gansu famosa per ospitare ancora oggi la prima fortezza della grande muraglia di epoca Ming che accoglieva i viaggiatori provenienti da Ovest. Era stato scelto questo luogo perche' rappresentava il punto piu' stretto dello Hexi Corridor (appena 6 km) e quindi era un passaggio obbligato per tutti quelli che volevano arrivare in Estremo Oriente. La sua costruzione risale a circa il 1372 ma fu irrobustita anche successivamente, soprattutto per timore delle incursioni di Timur (Tamerlano, che avevamo gia' potuto apprezzare qui), che pero' alla fine non attacco' mai la Cina perche' mori' sulla via.

Il passo era segnato da una fortezza trapezoidale con un perimetro di 733 m e 11 m di altezza. Era dotata di due porte, protette da torri. Sul lato nord e sul lato sud era collegata con la grande muraglia. Era protetta da un muro esterno, un muro interno e un fossato. Qui finiva l'impero celeste e a chi ne veniva bandito veniva imposto di uscire da questa fortezza per non farne piu' ritorno.

La leggenda racconta che il mattone solitario sopra una delle porte era quello che era avanzato una volta finiti i lavori. L'architetto infatti aveva predetto che avrebbe usato 99.999 mattoni. L'ufficiale incaricato dei lavori non si fido' dei calcoli cosi' precisi dell'architetto e ne fece produrre 100.000. Alla fine avanzo' proprio un mattone.

Oltre alla fortezza, a Jiayuguan si possono visitare i resti della muraglia vera e propria, a nord della citta', e il sito di quella che e' considerata la prima torretta di avvistamento, oggi ridotta a un rudere ma comunque affascinante.

Jiayuguan ospita anche migliaia di tombe delle dinastie Wei e Jin Occidentali (265-420 d.C.), decorate con affreschi e bassorilievi dedicati alla vita quotidiana dell'epoca.

La citta' in se' molto anonima e sfrutta poco il turismo che la attraversa (e' una tappa pressoché obbligata tra Zhangye e Dunhuang, considerando le distanze).

La fortezza di Jiayu
La fortezza di Jiayu
I resti della muraglia di epoca Ming
Quello che e' ritenuta la prima torre di avvistamento della muraglia Ming

Cina | Pechino | La Grande Muraglia Cinese

4 settembre 2019 | | | |


La Grande Muraglia cinese (长城, lett. lunghe mura) ha una storia di 2000 anni. Il suo corso andava dalle rive del fiume Yalu a est alle montagne del Tianshan a ovest per un totale di oltre 7000 km.

Costruire mura difensive era pratica comune in tutto il mondo gia’ all’epoca, ma nessuno si era mai avventurato nella costruzione di una muraglia cosi’ imponente e ambiziosa, che non aveva come obiettivo la difesa di una citta’ ma di un’intera civilta’.



La muraglia fu costruita a partire dalla Dinastia Qin intorno al 200 a.C.: all'epoca si trattava per lo più' di un muro in terra compattata, molto resistente ma sicuramente non inespugnabile. Era più che altro un ostacolo per rallentare le incursioni delle popolazioni nomadi dell'attuale Mongolia.

Nei secoli la muraglia fu a più riprese abbandonata e poi ricostruita. Divenne anche uno strumento di controllo dei traffici commerciali, grazie alle porte che la attraversavano e che nel deserto del Gobi rappresentavano dei veri e propri passaggi obbligatori per le carovane lungo la Via della Seta.

Quella che vediamo oggi, in parte molto danneggiata, e' in gran parte la muraglia dei Ming, anche se in alcuni punti, soprattutto nei deserti occidentali, ci sono ancora tratti di muraglia risalenti alle dinastie precedenti.

La muraglia a cui normalmente si fa riferimento oggi e' quella che corre a nord di Pechino e risale appunto all'epoca Ming (ha comunque almeno 500 anni...), i quali incominciarono i lavori di ristrutturazione nel 1368 per terminarli quasi 200 anni dopo. L'obiettivo era la costruzione di un vero muro inespugnabile e che doveva innanzitutto intimorire i nemici, più che rappresentare un ostacolo fisico.

L’ultima dinastia, i Qing, invece, mise in secondo piano la muraglia, preferendo esercitare il controllo delle popolazioni vicine (soprattutto i mongoli e i principi dall’attuale Xinjiang) con l’assoggettamento religioso piuttosto che con imponenti strutture militari.

La muraglia dei Ming era per la verita’ composta da piu’ elementi difensivi. C’erano le “citta’ dei passi di montagna”, dove i militari di rango superiore era stazionati; c’era poi il muro vero e proprio, che andava dai 7 agli 8 metri di altezza e dai 6 ai 7 metri di spessore alla base, 5 m sul camminamento, difeso a sua volta da una merlatura di 1 metro. La merlatura era dotata di punti di avvistamento e feritoie. Il muro era anche dotato di un sistema di drenaggio per poter resistere alle intemperie.

Le torri di avvistamento che si alternavano regolarmente lungo la muraglia servivano come base per i soldati. Erano di solito composti da 2-3 piani. Il piano terra era usato per custodire i cannoni, pronti all’uso. Il piano intermedio di solito era usato dagli arcieri ed era dotato di finestre per le frecce; il piano superiore era usato dalle pattuglie di avvistamento ed era protetto da merlature anche se normalmente era a una tale altezza che le armi dell’epoca della cavalleria nemica non avrebbero mai raggiunto.

Le torri di segnalazione erano meno frequenti perche’ erano in grado di comunicare tra loro pur essendo a grande distanza, grazie all’uso dei segnali di fumo o al fuoco.

Circa 630 km di muraglia si trovano nella zona a nord di Pechino; 600 di essi non sono stati oggetto di restauro invasivo.


Da Gubeikou a Jinshanling Est
Distanza: circa 20 km



Questo tratto di muraglia si trova circa 120 km NNE di Pechino. Il percorso non presenta particolari difficolta'. Il primo tratto e' più naturale (meno ristrutturato) ma non per questo meno affascinate. Per alcuni chilometri e' necessario costeggiare il muro alla base perché non e' consentito restare sul camminamento.

Gubeikou
Gubeikou si trova a 120 km da Pechino e rappresentava un importante passo di montagna utilizzato soprattutto nel XVI secolo. Fu costruito in prevalenza durante la Dinastia Ming sotto la guida del Generale Xuda, intorno al 1378. Era attrezzato con 14 torri di segnalazione, 143 torri di avvisamento e 16 punti di passaggio, per un totale di 40 km di mura. Il punto piu’ alto di questo tratto di muraglia e’ la Wangjing Tower, 986 mslm.
Nel 1933 l’esercito cinese si scontro’ qui con l’esercito giapponese. Il cimitero di Gubeikou ospita i 360 soldati cinesi morti in battaglia.
La muraglia di Gubeikou non e’ stata oggetto di ristrutturazioni/ricostruzioni ma e’ ancora in qualche modo percorribile (ad eccezione del tratto che appartiene alla zona militare).




Jinshanling
Cosi’ come Gubeikou, anche la muraglia a Jinshanling non e’ stato ricostruito ma solo ristrutturata in parte. Fu realizzato dallo stesso Generale Xuda contemporaneamente a Gubeikou per poi essere ampiamente ritoccato dal Generale Qi Jiguang intorno al 1570. La muraglia di Jinshanling era lunga 11 km e comprendeva ripari per i soldati, magazzini per le munizioni, oltre a 5 punti di passaggio, 67 torri di avvistamento e 2 torri di segnalazione. Il nome viene dalla catena montuosa in cui questo tratto di muraglia si trova, le Jinshan Mountains. Dal punto piu’ alto della muraglia di Jinshanling e’ possibile vedere Pechino. Si tratta forse del tratto di muraglia oggi percorribile più affascinante.