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Sud-Est Asiatico | Il fanta-tour definitivo...!
E' ovvio che quando si viaggia e' meglio scegliere una zona circoscritta e concentrarsi su quella, per evitare lunghi spostamenti e, soprattutto, finire con un potpourri di destinazioni che poco hanno a che fare l'una con l'altra.
Se invece dovessi provare a immaginare un viaggio che raccolga il meglio del meglio del Sud-Est asiatico, per una volta senza porsi limiti di costo o di tempo, per me sarebbe cosi', con citta' e rispettivi hotel, parte integrante in molti casi della storia del posto. Chiaramente ci sono tante altre destinazioni intermedie che meritano, sicuramente anche tante localita' di mare (che pero' a noi non si addicono molto e quindi ignoriamo, molto spesso a torto ma tant'e'). Questo pero' vuole essere un viaggio appunto fantastico, da prendere come ispirazione, come aspirazione o, perche' no, alla lettera.
Tappa n. 1 - Vietnam - Hanoi
Partenza da Hanoi, capitale politica del Vietnam. Cosa vedere e cosa mangiare lo trovate qui. Dove dormire invece e' facile: Sofitel Legend Metropole Hanoi. Hotel storico per eccellenza, aperto nel 1901, offre servizio impeccabile e camere d'epoca (oltre a un'ala piu' recente). Joan Baez scrisse qui, durante un bombardamento americano, Blowing in the Wind (il bunker e' ancora visitabile).
Tappa n. 2 - Vietnam - Ho Chi Minh City
Si prosegue per l'altra "capitale" vietnamita, quella economica: Saigon / Ho Chi Minh City. Il suo Mekong offre occasioni di piacevoli pedalate sul suo delta, a poche ore dalla citta'. Qui cosa vedere. Qui di hotel ce ne sono due: il Continental, davanti all'Opera, e il Majestic. Il Continental e' affascinante (Graham Greene scrisse qui il suo The Quiet American) ma meno raffinato, con la sua corte centrale per le colazioni dove Terzani intervistava i suoi contatti durante la guerra. Il Majestic invece e' piu' esotico, con la terrazza sul Mekong, e anche meglio gestito.
Tappa n. 3 - Cambogia - Phnom Penh
Da Saigon la destinazione piu' logica e' Phnom Penh. La citta' e' relativamente poco interessante, ma significativa soprattutto se si vuole capire la differenza di gradi di sviluppo dei singoli paesi dell'ex-Indocina. Il Mekong scorre anche qui e la sera la passeggiata e' chiusa al traffico, cosa che in una citta' invasa dai motorini (e ora anche qualche macchina privata) e' un lusso. C'e' quell'entusiasmo da paese giovanissimo che spera sempre in meglio, un po' ingenuo ma si sa che l'entusiasmo e' contagioso. Visto che in citta' c'e' poco da vedere, vale la pena trattarsi bene e il Raffles Le Royal e' il meglio che si possa trovare in zona, probabilmente uno dei migliori hotel dell'intera penisola. Fu costruito negli anni '20 per ospitare i primi turisti che andavano a vedere Angkor Wat, quindi non resta che fare lo stesso e procedere per Siem Reap.
Tappa n. 4 - Cambogia - Angkor Wat
Siem Reap e' una tappa imperdibile di qualsiasi viaggio nel Sud-Est asiatico. E' affascinante come solo Angkor Wat sa esserlo (anche se poi in realta' non e' cosi' vecchio...!) e ora come allora offre quell'effetto giungla-che-si-riprende-quello-che-l'uomo-ha-cercato-di-domare che lascia sempre esterrefatti. Qui l'hotel del nostro fantastico viaggio non puo' essere che il Raffles Grand Hotel d'Angkor.
Tappa n. 5 - Laos - Luang Prabang
Da Siem Reap si puo' prendere uno dei pochi voli per la destinazione piu' isolata del nostro giro: Luang Prabang. E', a mio dire, la localita' piu' affascinante del Sud-Est asiatico. Con i suoi templi bianchi e i suoi monaci arancioni. E' difficile da raggiungere ma forse questo e' anche la sua fortuna. Anche qui scorre lento il Mekong, immenso fil-rouge di tanti avvenimenti e luoghi del Sud-Est asiatico. Di hotel ce ne sono molti anche qui, il piu' significativo a mio dire e' Satri House, ex residenza del Principe Rosso, ma non escludo che ci siano altre strutture altrettanto valide.
Il viaggio poi potrebbe proseguire verso Bangkok (qui c'e' il Mandarin Oriental per eccellenza) e Singapore (Raffles Hotel, quello originale con il Long Bar e le noccioline) ma il costo sarebbe troppo elevato anche per un fanta-tour. Ci sarebbe poi un'ultima destinazione, la Birmania, con la (ex) capitale Yangon (e lo Strand Hotel) e soprattutto con i templi di Bagan da vedere dall'alto in mongolfiera, ma in questo caso piu' che una questione di costo sarebbe una questione politica, con la speranza che ci si possa tornare a cuor leggero prima o poi (la Birmania e' comunque accessibile ai turisti, anche se i viaggi restano sconsigliati, con molte limitazioni di spostamenti e con tutti i dubbi di un viaggio in un paese in guerra con se stesso).
(Per trovare altri hotel storici e leggerne qualche accenno, consiglio l'ottimo sito https://famoushotels.org/)
Cina | Shanghai | Rinnovamento urbano allo Shanghai Expo Cultural Park (aggiornamento con serre in notturna!)
Shanghai su Google Maps appare cosi', con un'area apparentemente edificata e un parco stretto stretto che corre lungo la riva oriental dello Huangpu. In realta' questa rappresentazione non e' corretta. Questa zona ha subito cosi' tante rivoluzioni urbane che le mappe non stanno al passo...!
La zona di Houtan (lett. spiaggia posteriore) e' stata per tanto tempo un'area destinata all'industria, prima agricola, poi pesante (c'era la Baosteel per intenderci, roba pensate pesante e inquinante inquinante). I canali che prima la attraversavano vennero mano a mano chiusi tra la nascita della Repubblica Popolare Cinese (1949) e la fine del secolo, per dare spazio al glorioso sogno economico cinese. Con il cambio di secolo pero' arrivo' forse anche un cambio di mentalita' e la zona fu identificata come area su cui sarebbe sorta l'Expo del 2010 (piu' una zona piu' piccola dall'altra parte del fiume, che oggi e' il Xuhui Riverside Park, forse la parte piu' frequentata e piacevole del lungo fiume occidentale). Erano gli anni in cui si faceva concreta la candidatura della Cina alle olimpiadi (che si tennero nel 2008). La Cina voleva iniziare ad essere identificata anche per i suoi progetti di modernizzazione, almeno nei centri urbani piu' conosciuti. Vennero piano piano smantellate le fabbriche e al suo posto nacque il parco Expo che rimase aperto dal 1 maggio al 31 ottobre 2010. Nello stesso periodo venne anche rifatto il Bund (riaperto appena prima dell'Expo nel 2010): venne demolita la sopraelevata della Yan'an Road che correva fino al fiume e interrato gran parte del traffico, permettendo cosi' la costruzione di una vera e propria balconata sulla skyline di Lujiazui, che oggi e' forse la foto piu' iconica di Shanghai.
- Expo Culture Park World Floriculture Garden: un giardino botanico
- Shanghai Grand Opera House, formalmente non ancora aperta
- Shanghai Juss International Equestrian Center, pensato per ospitare Longines Global Champions Tour
- Expo Culture Park Shanghai Greenhouse Garden: la star del parco, tre grandiose serre (che sicuramente sono state ispirate da quelle del Gardens By The Bay di Singapore) ospitano tre diversi ambienti: Sand Mirage, Clouds Forest e Clouds Canyon. Dall'estate 2025, le serre sono aperte anche la sera fino alle 21 (ultimo ingresso alle 20:30) e offrono uno spettacolo di luci e musica unico






































