Jaipur, conosciuta come "la citta' rosa" per l'ampio uso di pietra arenaria rosa, e' la capitale del Rajasthan, l'India piu' classica che ci si possa immaginare, quella dei reportage piu' famigliari anche a chi in India non ci e' nemmeno mai andato. Chi va in India la prima volta difficilmente non passa dal Rajasthan e effettivamente e' un buon punto di partenza. Vicino da raggiungere essendo confinante con Delhi, piuttosto compatto e le localita' piu' meritevoli sono per qualche motivo tutte una in fila all'altra, basta accettare qualche ora di macchina, ma da queste parti il traffico non e' nemmeno cosi' intenso. Noi a Jaipur ci eravamo gia' stati, ma questa volta abbiamo avuto chi si e' impegnato a farci cenare nei due Taj, cosa che nel 2017 non ci era ancora concessa.
In generale Jaipur e' una citta' ad alta densita' di cose da fare e da vedere. Merita almeno un giorno intero, meglio due. Il periodo migliore per visitarla e' alla fine della stagione secca, verso Marzo-Aprile, quando le temperature non sono ancora troppo alte e l'inquinamento causato dal fuoco appiccato dai contadini non e' piu' nell'aria. Jaipur gode di un clima generalmente secco quindi nel caso anche la stagione estiva, quella dei monsoni, puo' essere un buon periodo, ma bisogna considerare che potrebbe fare caldo-umido e che qualche pioggia potrebbe essere di troppo per le strade non molto ben fatte del Rajasthan.
Per dormire, una buona opzione sono le residenze convertite in hotel, ma e' sempre bene scegliere quelle piu' quotate e/o di catene conosciute per essere sicuri degli standard. In alternativa nella zona dell'aeroporto ci sono buone catene internazionali che possono offrire una valida opzione.
I due veri palazzi da nababbi nella citta' sono i due Taj: il Jai Mahal e il Rambagh Palace. Entrambi sono ovviamente hotel a 5 e piu' stelle ma se siete fortunati potete provare almeno a cenare li'. Il primo dovrebbe essere piu' accessibile perche' meno "esclusivo"; il secondo, circondato da un parco abitato da coloratissimi pavoni, e' un'oasi dal caos della citta' e forse l'unico modo per accedervi anche solo per una foto e' provare ad andare al famoso Polo Bar.
Tra le altre attrattive della citta', vale la pena menzionare, oltre all'Amber Fort, il Jal Mahal (Palazzo dell'Acqua) e il City Palace con il vicino Hawa Mahal (Palazzo dei Venti, che si trova su tutte le immagini di Jaipur e pure su qualche guida), il Galta Ji Temple, a est della citta'. Questo tempio e' particolare sia per la via di accesso (attraverso una riserva di leopardi, che pare che la notte escano effettivamente alla ricerca di qualche mucca) sia per la sua storia. Si tratta infatti di una sorgente di acqua ad alto contenuto di ossigeno, simile come composizione a quella del Gange (che, in barba a tutte le analisi chimiche che lo dichiarano praticamente radioattivo, pare abbia, o avrebbe, una concentrazione di ossigeno particolarmente alta, poco importa se i test scientifici non lo hanno confermato). Incuranti del fatto che il fiume-madre si trovi a circa 900 km di distanza, i locali ritengono che questa sorgente sia direttamente collegata al Gange, ergo ci hanno costruito un tempio e una scuola e ogni anno arrivano migliaia di pellegrini per le abluzioni di rito.
Merita di essere segnalato un produttore di tessuti e abbigliamento che ha la sua sede a Jaipur, Anhoki. Fondato nel 1970, il marchio ha a Jaipur un fornito negozio con annessa caffetteria, l'ideale per un pranzo in un ambiente confortevole. A Amer, dove c'e' il forte, il marchio ha anche un suo museo, dedicato alla stampa a blocchi, ospitato in un haveli ristrutturato (verificare online le aperture).

















