La zona attualmente inclusa nel distretto di Hongkou era, al tempo delle Concessioni internazionali, la zona americana, per poi divenire, durante l’occupazione nipponica del 1937, la zona giapponese. A poca distanza dal Bund, il Japanese Quarter era diviso dalla zona inglese dal Suzhou Creek, un fiume minore che arriva a Shanghai dal Lago Tai di, appunto, Suzhou. Il fiume, attualmente non utilizzato per la navigazione (ma lo era negli anni ’30), era molto importante nel IV e V secolo e tale importanza ha lasciato una grande eredita’ a Shanghai: il prefisso che indica ancora oggi la citta’ (che si puo’ vedere sulle targhe delle automobili immatricolate a Shanghai) e’ infatti沪 (Hù, lett. arpione), da沪渎 (Hù Dú, lett. fossato ad arpione), il nome con cui era conosciuto lo sbocco del Suzhou Creek all’epoca.
La zona del Suzhou Creek e’ stata per anni una delle meno ordinate di Shanghai, soprattutto per la presenza di molti magazzini collegati agli affari del porto. L’acqua era cosi’ inquinata per gli scarichi che era considerata la piu’ malsana di Shanghai. Negli anni 2000 e’ iniziato pero’ un progetto di riqualificazione della zona. Di particolare beneficio e’ stata la costruzione del Bund Tunnel e l’allontanamento del traffico, operazione che ha permesso lo smantellamento del ponte in muratura e il riposizionamento dello storico Waibaidu Bridge (Garden Bridge al tempo delle Concessioni). Oggi il Suzhou Creek e' completamente pedonalizzato ed e' possibile percorrere circa 20 km ininterrotti (per sponda) che dallo sbocco nello Huangpu arrivano in pratica all'aeroporto di Shanghai Hongqiao. Sulla sponta settentrionale del Suzhou Creek sorgono alcuni tra i piu’ importanti edifici storici di Shanghai, a partire dall’Astor House Hotel del 1846, il Consolato russo, il Broadway Mansions del 1930 e l’affascinante Embarkment Building del 1934.
Il Suzhou Creek e’ solo la porta di Hongkou. Il resto del distretto presenta alcune caratteristiche difficilmente reperibili altrove in citta’, che danno a questa zona un particolare valore storico.
Innanzitutto Hongkou ha ospitato per anni il cosiddetto ghetto ebraico che arrivo' ad ospitare fino a 20 mila esuli. A Shanghai, infatti, era stato autorizzato l’ingresso ai perseguitati anche senza documenti. I primi ebrei ad arrivare a Shanghai furono i Sefarditi e non erano rifugiati ma cittadini inglesi spesso gia' impegnati in affari in India. Sassoon era uno di questi. Poi arrivarono quelli dalla Russia, in questo caso divennero rifugiati in quanto nel 1921 gli venne tolta la cittadinanza russa. Si trasformarono in gran parte guardie del corpo e poliziotti. Le donne dovettero ripiegare in gran parte sulla prostituzione. Poi c’erano gli ebrei di Harbin che fuggivano all’occupazione giapponese della Manchuria del 1931. Infine un buon numero erano di origine tedesca e fuggivano ai nazisti. La comunita’ ebraica crebbe sensibilmente negli anni e porto’ anche alla costruzione della Sinagoga, tutt’ora aperta anche come museo. Il ghetto in senso stretto del termine fu creato nel 1937, con l’occupazione giapponese. L’esperienza si concluse nel 1949, con l’ascesa dei comunisti e la fuga di praticamente tutti gli ebrei a Hong Kong o in Israele.
Il resto del distretto di Hongkou e’ un misto di storia e palazzi piu’ moderni: la zona e’ infatti diventata in anni piu’ recenti un’area residenziale e commerciale che rappresenta un buon compromesso tra distanza dal centro e offerta di affitti relativamente meno cari, oggi valorizzati dalla zona pedonale del Suzhou Creek L’architettura prevalente e’ quella della Cina degli anni ’80-’90 con casermoni di dubbio gusto e palazzi alti ma non troppo. Ci sono pero’, soprattutto nella zona meridionale del distretto, alcuni interessanti esempi di edifici dell’epoca americana/inglese e dell’epoca giapponese.
Risalgono all’epoca della Concessione internazionale (1843-1937) gli edifici nei pressi dell’incrocio tra Zhapu Road e Tanggu Road: qui troviamo alcuni edifici residenziali ad angolo (Pearce Apartments e i Boone Apartments) e il Kunshan Park, finanziato dalla famiglia Sassoon nel 1897 e inizialmente riservato ai bambini occidentali che andavano a scuola nelle vicinanze.
Il Japanese Quarter aveva il suo fulcro in Sichuan North Road, tanto che negli anni '20 e '30, era paragonata a Nanjing Road per la quantita' di esercizi commerciali che erano nati. I giapponesi erano arrivati a Shanghai negli anni '60 dell'800 con l'apertura del Giappone, aumentarono poi di numero dopo la vittoria del prima guerra sino-giapponese del 1895, grazie alla quale il Giappone conquisto' Taiwan e soprattutto ottenne il diritto di produrre a Shanghai. Un'altra ondata di giapponesi arrivo' nel 1923 dopo il terremoto di Tokyo che distrusse la citta' e provoco' piu' di 100.000 morti. Il Japanese Quarter venne pero’ ufficializzato dopo il 1937, quando la citta’ fu occupata dall’esercito nipponico durante la seconda guerra sino-giapponese. In questo periodo molti edifici furono utilizzati come prigioni, centri di polizia e quartieri per l’esercito.
Astor House Hotel (1846)
Edificio in stile Neoclassico, negli anni ha cambiato piu' volte destinazione, gestione e nome (Richard's Hotel agli inizi poi Pujiang Hotel). Fu il primo hotel di Shanghai a usare stufe a carbone, lampade elettriche, rubinetti e a fornire servizi di telefono e chiamata taxi. Charlie Chaplin fu ospite dell'albergo. Quando apri' il Cathay Hotel (oggi Peace Hotel), gli americani consideravano questo hotel piu' meritevole e snobbavano Sassoon. Nel 1954 fu preso in gestione dal governo di Shanghai che lo trasformo' in un edificio di uffici per aziende statali. Nel 1959 fu rinominato Pujiang Hotel e aperto come guesthouse. Fu poi trasformato in un ostello economico e quindi riaperto come hotel a 3 stelle nel 2002. E' possibile entrare nella hall al piano terra.
Broadway Mansions (1930)
Progettato da Palmer&Turner e di proprieta' di Sassoon, l'edificio di 77 metri di altezza era pensato per ospitare un hotel e uffici. Era stato realizzato in stile Art Deco, come molti altri edifici dell'epoca a Shanghai (l'Art Deco era nata nel 1925 in Francia). Fu poi venduto a un prezzo irrisorio ai giapponesi durante l'occupazione e poi utilizzato dal KMT e poi dal governo della Municipalita' di Shanghai come guest house. Gli ascensori e un tavolo da biliardo sono quelli originali. Negli anni ha ospitato, nella suite piu' importante al 18imo piano, ospiti illustri come Zhou Enlai e Georges Pompidou. Si puo' entrare nella hall.
Embarkment Building (1934)
Quando apri' era il complesso residenziale piu' grande di Shanghai con piu' di 200 appartamenti di lusso (il palazzo era in origine 3 piani piu' basso). Il progetto era, tanto per cambiare, di Palmer&Turner e il capitale era di Sassoon.
Oggi ha appartamenti da un milione di dollari che si affacciano sul fiume e stanze affolate e maleodoranti sul retro, spesso affittate a lavoratori migranti.
Si puo' entrare nella lobby (400, Sichuan North Road): da notare il pavimento in mosaico.
Kunshan Huayuan Road
Via pedonale con edifici in mattoni a vista in stille Queen Anne, uno degli ultimi esempi di come Hongkou era tra il 1880 e il 1920.
1933 Laochangfang (1933)
Ex macello costruito dallo Shanghai Municipal Council. E' stato trasformato in uno spazio post-industriale dalla fortuna altalenante.
Doulun Road
Strada pedonale d'epoca.
Shanghai Jewish Refugees
Museum e Sinagoga
Sinagoga e annesso museo sulla storia della comunita'
ebrea di Shanghai.




